Wann ein Wein mit 101 Punkten? — A quando un vino con 101 punti?

Geschrieben von am 15. Dezember 2012 | Abgelegt unter Weinbewertung — Valutazione dei Vini

usain_bolt

Was hat der Welt­re­kord von Usain Bolt mit der Bewer­tung von Wei­nen zu tun? Mehr als es man viel­leicht im ers­ten Moment ver­mu­ten würde. In der Leicht­ath­le­tik stei­gen die Leis­tun­gen der Ath­le­ten lang­sam aber kon­ti­nu­ier­lich: inten­si­vere Jugend­för­de­rung, bes­sere Trai­nings­me­tho­den, geziel­tere Ernäh­rung usw. (und nicht nur die Ein­nahme ver­bo­te­ner Mit­tel!) las­sen wei­ter­hin immer wie­der neue Rekorde zu. Gegen­über den 70er Jah­ren bei­spiels­weise wer­den die 100 m von den Spit­zen­ath­le­ten heute um eine halbe Sekunde schnel­ler gelau­fen. Zusätz­lich dazu ist der Grund für immer neue Rekorde ganz sim­pel in der sta­tis­ti­schen Wahr­schein­lich­keit zu suchen.

Cosa cen­tra il record mon­diale di Usain Bolt con con la valu­t­a­zione dei vini? Di più di quanto si pot­rebbe pensare al primo momento. Nella podistica le pre­s­ta­zioni aumen­tano con­ti­nu­a­mente: una sele­zione miglio­rata sui gio­vani, tec­ni­che di allena­mento e nut­ri­zione miglio­rate (e non solo il pres­unto uti­lizzo di sost­anze vietate!) ecc. hanno per­messo sempre nuovi record. Nei con­fronti degli anni 70 i cor­ri­dori di punta cor­rono i 100 m con un mezzo secondo di meno. Inoltre anche la pura casistica di ordine sta­tis­tico fa sì che ven­gono gene­rati nuovi record. 

Dass in der Wein­wirt­schaft Fort­schritte gemacht wur­den, kann von nie­mand ver­neint wer­den, der sich über einen län­ge­ren Zeit­raum mit Wein beschäf­tigt hat. Ver­bes­se­run­gen in der Anbau­tech­nik und bei der Ver­ar­bei­tung der Trau­ben haben nicht zur Kos­ten­re­du­zie­rung und Ertrag­si­cher­heit bei­ge­tra­gen, son­dern auch das Qua­li­täts­ni­veau signi­fi­kant gestei­gert. Die gän­gi­gen Bewer­tungs­sche­men tra­gen dem aber nicht Rech­nung, die ver­wen­de­ten Ska­len sind nach oben (und auch nach unten) begrenzt. Par­ker als öko­no­misch ein­fluss­reichs­ter Wein­be­wer­ter hat bei­spiels­weise einige Weine mit dem best­mög­lichs­ten Wert von 100 Punk­ten bewer­tet. Ein sol­cher Wein, bepunk­tet vor 10 Jah­ren, wird mit eini­ger Wahr­schein­lich­keit nicht die Qua­li­tät eines heu­ti­gen 100-Punkte-Wei­nes errei­chen. Auch wenn es viel­leicht dem Kos­ter bewusst ist, dass der letzt­hin ver­kos­tete Wein hoch­wer­ti­ger ist, kann er dies nicht aus­drü­cken, die Ska­len­be­gren­zung lässt es nicht zu. Die­ser Effekt wird übri­gens nach unten wei­ter­ge­reicht, er wirkt sich auch auf Weine mit nied­ri­ge­ren Punk­te­zah­len aus: eine Inter­vall­skala wird prak­tisch zu einer Ordi­nal­skala und drückt damit immer aus­ge­präg­ter nur mehr eine Rang­ord­nung aus.

Che in eno­lo­gia sono stati fatti note­voli pro­gressi qua­li­ta­tivi, non può negare nes­suno che opera nel set­tore da un certo peri­odo. Migliora­menti delle pra­ti­che viti­cole e tec­ni­che avanz­ate in can­tina non hanno sol­tanto garan­tite certe quan­tità ed abbat­tuti i costi ma hanno anche aiutato molto ad aumen­tare in modo signi­fi­ca­tivo il livello qua­li­ta­tivo dei vini. I sis­temi di valu­t­a­zione però non ne ten­gono conto, le scale su cui si basano sono deli­mi­tate in alto (ed in basso). Par­ker come degus­ta­tore di vini più influ­ente dal punto di vista eco­no­mico ha dato ad alcuni vini il suo pun­t­eggio mas­simo, cioè i 100 punti. Questi vini, degus­tati diciamo 10 anni fa, con una certa pro­ba­bi­lità  non rag­gi­unge­r­anno la qua­lità di un vino con lo stesso pun­t­eggio, valut­ato oggi. Anche se il giu­dice valut­asse migliore l’ultimo vino degus­tato, non può espri­mere ciò, la limi­ta­zione della scala di misura non glielo con­sente, i pun­t­eggi risul­tano sfa­sati. Questo effetto si riper­cuote anche sui vini con pun­t­eggi infe­riori, da una scala car­di­nale si passa ad una ordi­nale che esprime sempre di più solo una clas­si­fica.

Natür­lich, und ich wie­der­hole mich, wäre das alles kein Pro­blem, wenn wir, ers­tens, die Bewer­tun­gen nicht auf die Gold­waage legen täten und, zwei­tens, nicht dau­ernd zeit­lich räum­lich und per­sön­lich ver­glei­chen wür­den.

Certo, e mi ripeto, ciò non sarebbe un pro­blema, se delle valu­t­a­zioni faces­simo un uso più approssi­ma­tivo ed in un certo senso più rilas­sato. Ma fin­ché si con­ti­nua a con­fron­tare pro­dotti carat­te­riz­zati da pun­t­eggi che sono stati dati in cir­co­s­t­anze, date e luo­ghi dif­fe­renti e da per­sone diverse, l’effetto sfa­sante che ho pro­vato ad illus­trare ha riper­cus­sioni signi­fi­ca­tivi.

Übri­gens, das Stich­wort für die nächste Folge über die Bewer­tung der Weine heißt Paris. Und so einige wer­den schon wis­sen, wovon ich schrei­ben werde…

A pro­po­sito, la parola chiave del prossimo post sulla valu­t­a­zione dei vini è Parigi. È diversi di voi sapranno già che cosa trat­terò…

4 Kommentare zu “Wann ein Wein mit 101 Punkten? — A quando un vino con 101 punti?”

  1. am 18. Dezember 2012 um 16:34 1.Thomas schrieb …

    Hallo Armin,
    ist es mit der Bewer­tung von Wei­nen nicht so wie mit den Frauen? Der eine fin­det blonde, der andere dun­kel­haa­rige, ein ande­rer rot­haa­rige und ein letz­ter gar keine gut.
    Wer sagt uns was gut ist und was schmeckt? Nichts ist meß­bar, außer Alko­hol, Säure, Zucker…
    Warum brau­chen die Men­schen immer jeman­den, der Ihnen sagt, was gut und was schlecht ist? Kön­nen wir uns selbst kein Urteil dar­über bil­den? Da bewer­ten Leute Weine, die noch nie in einem Wein­gut gear­bei­tet haben.
    Das wäre doch so, als ob Angela Mer­kel ein Spiel der deut­schen Fuß­ball­na­tio­nal­mann­schaft ana­ly­sie­ren würde.
    Viele weih­nacht­li­che Grüße aus dem Flä­ming

    Ciao Armin,
    con la valu­t­a­zione ei vini non è la stessa cosa come con le donne? Ad uno piac­ci­ono le bionde, ad un altro le scure, ad un altro le rosse ed a qual­cuno nessuna.
    Chi ci dice cosa è buono e cosa ci piace? Niente è misura­bile al di fuori dell’alcol, dell’acidità, degli zuc­cheri… Per­ché le per­sone hanno sempre biso­gno di qual­cuno che li dice cos’è buono e cosa cat­tivo? Non pos­siamo giu­di­care noi stessi? Qui i vini ven­gono giu­di­cati da per­sone che non hanno mai lavor­ato in un azi­enda viti­vi­ni­cola.
    Sarebbe la stessa cosa come Angela Mer­kel ana­liz­zer­ebbe una par­tita della nazio­nale di cal­cio tede­sca.
    Tanti saluti nata­lizi dal Flä­ming

  2. am 25. Dezember 2012 um 21:53 2.armin kobler schrieb …

    Hallo Tho­mas,
    natür­lich liegst Du rich­tig mit der tat­säch­li­chen Sub­jek­ti­vi­tät und der For­de­rung nach dem Zulas­sen der­sel­ben. Auch ich betone bei jeder Prä­sen­ta­tion mei­ner Weine, dass das Pro­dukt den Geschmack der Inter­es­sier­ten tref­fen kann (sollte, wenn es nach mei­nen Wün­schen geht), aber auch nicht. Die­sen Geschmack kann man aber auch äußern, wenn man noch nie einen Wein selbst pro­du­ziert hat (auch wenn es sicher nicht scha­det). Aber wenn man die sen­so­ri­schen Ein­drü­cke in Zah­len aus­drü­cken will, dann sollte dies mit Kri­te­rium gesche­hen, und dies­be­züg­lich möchte ich mit die­ser Serie etwas auf­klä­rend wir­ken.

    Ciao Tho­mas,
    hai per­fet­t­amente ragione quando parli i sog­get­ti­vità ed anche il diritto di accet­tarla come dato di fatto. Anch’io ad ogni pre­sen­ta­zione dei miei vini sot­to­li­neo che i pro­dotti possono pia­cere agli inter­es­sati (e lo spero che lo fac­ciano), ma possono anche non pia­cere. Comun­que si può espri­mere il gusto e le pre­fe­renza anche senza aver mai fatto un vino, anche se non guas­ter­ebbe di sicuro. Quando però si decide di espri­mere le sen­sa­zioni orga­n­o­let­ti­che con numeri, ciò deve venir fatto con cri­te­rio, e a questo pro­po­sito voglio fare un po’ di luce con questa breve serie di con­tri­buti.

  3. am 26. Dezember 2012 um 13:17 3.gian paolo schrieb …

    Ciao armin, questo è un aspetto, la sog­get­ti­vità, che ulti­ma­mente o forse dov­rei dire da un po’ sta anneb­bi­ando più di un cura­tore di guide per vini. Sò che l’argomento non ti piace, ma visto che espri­mono giudizi in pun­t­eggi, mi per­metto di dire la mia e di rifer­irti ciò che ho sen­tito.
    Per­so­nal­mente in un vino cerco di guar­dare tutto, se è fatto bene la sua varie­ta­lità e mi lascio poco influ­enz­are da dis­corsi pseudo-filo­so­fici. Insomma se riesco degusto alla cieca. Non mi piac­ci­ono i difetti, forse per­chè quando capi­tano a me mi inca*** … Mi arrab­bio molto e non cerco di scus­arli. Tipo se ha un ridotto che con 2 giorni di aria non passa per me fa schifo. L’odore di letame mi piace in una stalla non nel vino. Se è un vino friz­zante deve essere friz­zante… non fermo. Se annuso un pign­o­letto e sento degli aromi di sau­vi­gnon, non posso dire che è ter­roir.
    Scusa lo sfogo ma ulti­ma­mente sento ovun­que com­menti di questo tipo sopra­tutto da chi diciamo dov­rebbe comu­ni­care il vino .…insomma da chi dov­rebbe dare un pun­t­eggio.
    Andando nello spe­ci­fico per me non ci sarà mai un vino per­fetto; se mai un vino in quel momento sarà il mio pre­fe­rito. Ma diciamo da 101 mai. I gusti cam­biano come aimè cam­biamo noi… l’età la scle­rosi 🙂 che avanza.
    Insomma più che la ricerca di un vino per­fetto, se mai un modo per­fetto — e il tuo moo­dello mi piace molto — per valut­are un vino.
    Scusa per il romanzo , ma è Natale non posso andare in can­tina ne a pot­are :).
    Ciao e Auguri ancora GP

    Hallo Armin, die Sub­jek­ti­vi­tät ist ein Aspekt, der letzt­lich oder doch schon län­ger mehr als einen Her­aus­ge­ber von Wein­füh­rern bene­belt. Ich weiß, dass das Argu­ment Dir nicht gefällt, aber nach­dem diese die Urteile in Punk­ten aus­drü­cken, erlaube ich mir, meine Mei­nung zu sagen und Dir zu sagen, was ich gehört habe.
    Ich per­sön­lich ver­su­che in einem Wein alles anzu­schauen, ob seine Sor­ten­cha­rak­te­ris­tik gut her­aus­ge­ar­bei­tet wurde und ich lasse mich wenig von pseu­do­phi­lo­so­phi­schen Dis­kur­sen beein­flus­sen. Somit, ver­su­che ich blind zu kos­ten, wenn es geht. Wein­feh­ler gefal­len mir nicht, viel­leicht weil wenn sie mir pas­sie­ren ich mich ärgere. Ich ärgere mich sehr über sie und ver­su­che sie nicht zu ent­schul­di­gen. Z.B. eine Reduk­tiv­ton, der nach zwei Tagen Luft nicht ver­schwin­det, ist ekel­er­re­gend. Der Geruch nach Mist gefällt mir in einem Stall aber nicht im Wein. Wenn ein ein Wein ein Schaum­wein ist, dann muss er sprit­zig sein… nicht still. Wenn ich einen Pign­o­letto rie­che und Sau­vi­gnon-Aro­men erkenne, dann kann ich nicht von Ter­roir spre­chen.
    Ent­schul­dige bitte die­sen Gefühls­aus­bruch aber letzt­lich höre ich über­all sol­che Kom­men­tare haupt­säch­lich von jenen, die über Wein spre­chen soll­ten… von jenen also, die Punkte ver­ge­ben.
    Wenn wir spe­zi­fi­zie­ren wol­len, dann gibt es für mich nie einen per­fek­ten Wein; wenn, dann einen, der in die­sem bestimm­ten Moment mein bevor­zug­ter ist. Aber nie einen zu 101 Punk­ten. Die Geschmä­cker ändern sich wie auch wir uns ändern… Das Alter der Skle­rose :), das vor­an­schrei­tet.
    Also, mehr als die Suche nach einem per­fek­ten Wein eher die Suche nach einer per­fek­ten Methode — und Dein Modell gefällt mir sehr gut — um den Wein zu bewer­ten.
    Ent­schul­dige bitte den Roman, aber es ist Weih­nach­ten, ich kann weder in den Kel­ler noch in den Wein­gar­ten gehen :).
    Ser­vus und noch­mals Glück­wün­sche GP

  4. am 3. Januar 2013 um 07:18 4.Lizzy schrieb …

    Ciao Armin,
    Scusa se riprendo nel 2013 un tema del… 2012, ma durante le Feste il mio Mac é rimasto spesso spento ;).
    Pun­t­eggi, dice­vamo, e sog­get­ti­vitá. Da wine cri­tic pro­fes­sio­nista, i pun­t­eggi dei col­leghi (soprat­tutto delle guide) mi ser­vono per capire quali vini NON mi pia­ce­r­anno: mi dicono cioé quali sono i vini che piac­ci­ono a loro. E che molto pro­ba­bil­mente non pia­ce­r­anno a me! Die­tro ogni guida, con­ti­nu­eró sempre a ripe­terlo, c’é una scuola di pen­siero: se tu non ti rico­no­sci in essa, molto pro­ba­bil­mente non avrai gli stessi gusti, e non giu­di­che­rai allo stesso modo. L’ultimo trend, come sai anche tu, é quello che gli amici anglosas­soni chia­mano dei nat­wi­nes. I vini natu­rali. Ne abbiamo dis­cusso a lungo durante l’ultimo Euopean Wine Blog­ger Con­fe­rence, e siamo arri­vati alla con­clu­sione che non ne dis­cu­te­remo mai piú 😀 Ognuno fac­cia come vuole! Gli ita­liani peró, in genere sono piú estre­misti: oggi se non ti piac­ci­ono i nat­wi­nes non capi­sci niente. Non sei né buono, né pulito, né giusto, anzi sicur­amente sei un indus­triale (mas­simo insulto) che fa vini anonimi da super­mer­cato. Sto scher­z­ando, ovvia­mente, ma non piú di tanto. Venendo alle cose serie, sor­vo­lando sulla “purezza” di chi attri­buisce certi pun­t­eggi e viene osan­nato come un guru, posso solo ripe­tere quello che mi disse tempo fa un importante impor­ta­tore ame­ri­cano: “Wine Spec­ta­tor? Par­ker? Vanno bene per gli ultraqua­ran­tenni. I gio­vani non ascol­tano piú nes­suno, s’informano sul web”.
    Scusa la lung­hezza! E Buon Anno!
    Liz

    Ser­vus Armin,
    Ent­schul­dige wenn ich 2013 ein Thema von… 2012 wie­der­auf­nehme, aber wäh­rend der Fei­er­tag war mein Mac oft aus­ge­schal­tet. 😉
    Die Punk­te­ver­gabe, sag­ten wir, ist Sub­jek­ti­vi­tät. Als beruf­li­che Wein­kri­ti­ke­rin nüt­zen mir die Punkte der Kol­le­gen (haupt­säch­lich der Wein­füh­rer) um zu ver­ste­hen, wel­che Weine mir NICHT schme­cken: sie sagen mir, wel­che Weine ihnen schme­cken. Und mit gro­ßer Wahr­schein­lich­keit, dass sie mir nicht schme­cken! Hin­ter jedem Füh­rer, ich höre nicht auf, es zu wie­der­ho­len, ver­birgt sich eines Geis­tes­hal­tung: wenn du sie nicht teilst wirst du nicht den glei­chen Geschmack haben und du wirst nicht gleich bewer­ten. Der letzte Trend, du weist es auch, ist das was die angel­säch­si­schen Freunde als Nat­wi­nes bezeich­nen. Die Natur­weine. Wir haben lange dar­über wäh­rend der letz­ten Wine Blog­ger Con­fe­rence gespro­chen und wir kamen zum Schluss, dass wir nicht mehr dar­über dis­ku­tie­ren wer­den 😀 Jeder soll tun, wie ihm gefällt! Die Ita­lie­ner aber sind gene­rell extre­mer: wenn dir heute die Nat­wi­nes nicht schme­cken, ver­stehst du nichts. Du bist weder gut, noch sau­ber, noch rich­tig, im Gegen­teil, du bist ein Indus­tri­el­ler (maxi­male Beschimp­fung), der anonyme Weine für den Super­markt macht. Ich scherze natür­lich, aber eigent­lich gar nicht so sehr. Zurück­kom­mend auf die erns­ten Sachen, die “Rein­heit” der­je­ni­gen, die gewisse Punkte ver­ge­ben und als Gurus hoch­ge­lebt wer­den, kann ich nur wie­der­ho­len, was ein wich­ti­ger ame­ri­ka­ni­scher Wein­im­por­teur mir gesagt hat: “Wine Spec­ta­tor? Par­ker? Die gehen gut für die Über­vier­zig­jäh­ri­gen. Die Jun­gen hören auf nie­man­den mehr, sie infor­mie­ren sich im Web.”
    Ent­schul­dige die Länge! Un ein gutes Neues Jahr!
    Liz

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