Unkaputtbar? — Indistruttibile?

Geschrieben von am 29. Februar 2016 | Abgelegt unter Weinkost - Degustazione

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Über sieben Jahre ist er alt, wurde vor zehn Tagen geöffnet, stand halbvoll drei Tage im Weinraum herum, wurde fälschlicherweise tiefgefroren statt nur gekühlt, lag weitere Tage zuerst in der beheizten Küche, dann kurz im Kühlschrank und er ist immer noch gut, nein, ich getraue mich zu sagen, sehr gut!

Ha più di sette anni, è stato aperto dieci giorni fa, stava per tre giorni mezzo vuoto nel locale di degustazione, per errore poi invece di raffreddarlo è stato congelato, di seguito si trovava per un paio di giorni prima nella cucina riscaldata e poi finalmente in frigo…, ed è ancora buono, anzi, mi azzardo per giunta a dire che è buonissimo!

Die geneigten Lesenden dieses Blogs werden inzwischen wissen, dass das hier kein banaler Werbeblog sein sollte, dass ich mir eigentlich hart tue, meine Weine zu loben, aber das Alterungsverhalten dieses Weines erstaunt immer wieder auch erfahrene Gäste. Das Aroma ist natürlich nicht mehr jenes, eines Jahrgangsweines, aber es ist übraus schön gereift, die Honigmelone hat seit langem die Birne abgelöst, im Mund ist er voll, hat trotzdem Zug darauf und weist keinen altersbedingten Bitterton auf.

I gentili lettori sapranno nel frattempo che questo blog non vuole essere un banale blog pubblicitario e che faccio fatica a lodare i miei vini. Ma l’evoluzione di questo vino sorprende continuamente anche ospiti esperti in materia. L’aroma ovviamente non è più quello giovanile, infatti parliamo di evoluzione e non di conservazione, ma ha subito un’interessante maturazione. Il melone ha sostituito da tempo la pera, in bocca è pieno, ma presenta nello stesso tempo un particolare slancio di bevibilità priva di quella sensazione di amaro che spesso accompagna la maturazione di un vino. 

Dabei sah es zu Beginn mit diesem Jahrgang gar nicht gut aus: der Sommer 2008 war kalt und regnerisch und irgendwann war alle Weingärten in meiner Gegend voller Peronospora. Diese Rebkrankheit hat in diesem Jahr so zugeschlagen wie seit den 50er-Jahren nicht mehr. Wegen der daraus entstandenen verminderten Assimilationsleistung der Blätter und der an sich jahrgangsbedingten späteren Reife wurde erst am 19. September begonnen, diese Trauben zu wimmen. Und sogar dann empfand ich die Entwicklung als noch nicht optimal („Im Geschmack überzeugten sie mich immer noch nicht ganz, langsam machte sich aber etwas Essigfäule bemerkbar“). Die Sensorik und die analytischen Daten des späteren Weines zeigten keine besonderen Auffälligkeiten und 2010 durchlief der inzwischen seit einem Jahr in der Flasche befindliche Wein sogar eine leichte reduktive Phase. Ab diesem Zwischentief wurde er aber immer interessanter und musste sich nie mehr hinter seiner Nachfolgern verstecken. Seit dieser Zeit habe ich auch begonnen, interessierten Gästen Vertikalverkostungen anzubieten; zum Glück steigt wieder das Interesse an gereiften Weißweinen auch unserer Gegend.

GB

È degno di nota, che le condizioni per una grande annata non c’erano proprio: l’estate 2008 era fresca e così piovosa che dopo un po‘ tutti i vigneti della zona erano pieni di peronospora. Quell’anno ha colpito come mai più dagli anni 50. La perdita di superficie fogliare e l’annata di per sé tardiva hanno fatto sì che la vendemmia di quest’uva è avvenuta soltanto a partire del 19 settembre. Nonostante questa data inoltrata „il gusto degli acini non mi convinceva ancora del tutto, ma il marciume acido cominciava ad apparire.“ I dati analitici e le impressioni organolettiche del vino ottenuto, nel frattempo imbottigliato, non presentavano particolarità e nel 2010 attraversava addirittura un periodo di leggera riduzione. Ripreso da questo periodo di stasi divenne sempre più interessante e non si dovette mai nascondere dietro i suoi successori. In quell’anno ho cominciato altresì a proporre ai miei ospiti degustazioni verticali. Per fortuna l’interesse verso vini maturi aumenta anche nella mia regione viticola.  

PG

Was ist es aber, was es einem Weißweine ermöglicht, zumindest für eine gewisse Zeit, positiv zu reifen, d.h. sich interessant zu entwickeln? Die Erfahrung von annähernd Jahrhunderten hat empirisch gezeigt, welche Sorten und Gegenden ein generelle Anlage zur positiven Reife aufweisen, denken wir nur beispielsweise an das Gespann Riesling und Mosel. Wir wissen aber außerdem, dass darüber hinaus Rahmenbedingungen wie örtliche Bodenverhältnisse und jahrgangsbedingte Witterungsverläufe einen Einfluss haben. Zudem Faktoren, welche wir steuern können, wie beispielsweise der Erntetermin und das lange Lagern auf der (zumeist) Feinhefe, wobei letztere aber m.E. weniger bedeutend sind.  Was ich weiß, konnten aber bis heute noch nicht jene Substanzen im Most und Wein eindeutig bestimmt werden, welche das angenehme sensorische Empfinden gut gereifter Weine vollständig begründen oder sogar schon im Most bestimmbar sind und somit das Alterungsvermögen der späteren Weine vorhersagen lassen. Zudem passiert es auch immer wieder, dass gegen jeder Erwartung sich in Gegenden, die nicht ob ihrer Alterungsfähigkeit bekannt sind, einzelne Exemplare überraschend gut sich auch im fortgeschrittenen Alter zeigen. Aber es sind jene Ausnahmen, die uns wieder einmal aufzeigen, wie  wenig  (wahrscheinlich zum Glück!) wir vom Wein wirklich wissen. Andrerseits — ich werde nicht aufhören, es zu betonen — macht diese Unberechenbarkeit das Weinmachen auch so spannend.

Però cos’è che permette ad un vino bianco di evolvere in positivo, almeno per un certo tempo? Esperienze quasi secolari hanno fatto vedere in modo empirico quali combinazioni di regioni e varietà presentano una predisposizione generale ad un invecchiamento positivo, prendiamo per esempio solo il binomio Riesling e Mosella. Sappiamo inoltre che anche particolarità pedologiche locali ed andamenti meteorologici variabili da anno in anno determinano la bontà o no dell’evoluzione. Poi ci sono fattori che possiamo influenzare entro certi limiti che però secondo me in confronto sono meno importanti, tra cui la vendemmia ritardata o la permanenza del vino a contatto con le fecce (per di più fini). Da quello che io sappia, fino ad oggi non si sa completamente quale sostanze determinano le sensazioni organolettiche positive di vini evoluti. O perfino quali precursori  siano determinabili già nel mosto predicendo l’attitudine o meno del futuro vino ad invecchiare. Inoltre capita ogni tanto che certuni vini di talun’annata anche fuori da zone di conosciuta vocazione di invecchiamento evolvino in modo molto positivo. Alla fine sono però quelle eccezioni che ci dimostrano ancora una volta che (probabilmente per fortuna!) sappiamo poco del vino. Dall’altra parte è proprio questa imprevibilità che rende così avvincente fare vino. 

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