Trentino 3: Verità amara e guai a chi la dice — Bittere Wahrheit und wehe dem, der sie ausspricht

Certo, il vicepresidente dei Vignaioli sudtirolesi Peter Dipoli non è conosciuto per una forte inclinazione alla diplomazia e lo ammette lui stesso. Indipendentemente da ciò viene ascoltato attentamente in quanto analizza in modo molto acuto ed si esprime in modo nudo e crudo. Comunque non ha detto altro che quello che si discute nella nostra provincia limitrofa da diverso tempo e che si denuncia anche apertamente (a proposito i miei post  quìquì). Che da queste sue osservazioni parte un polemica esagerata è sostanzialmente inutile, come lo sono anche i titoli dei giornali di una espressione più o meno bellicosa.

Natürlich, der Vizeobmann der Freien Weinbauern Südtirols, Peter Dipoli, ist nicht wegen seiner ausgeprägten diplomatischen Vorgangsweise bekannt und er gibt es auch zu. Sehr wohl wird ihm aber sehr aufmerksam Gehör geschenkt; wegen seiner messerscharfen Analysen und seiner Direktheit. Er hat nichts anderes gesagt als das, was in unserer Nachbarprovinz schon seit längerem allgemein diskutiert und auch bemängelt wird (siehe meiner Berichte hier und hier). Dass daraus gleich eine Polemik wird, ist eigentlich unnötig, genauso die mehr oder weniger kriegerischen Zeitungsüberschriften, welche eigentlich nur der Eskalation dienen.

[youtube width=“320″ height=“240″]http://www.youtube.com/watch?v=g7MUyThhF5s[/youtube]
Alla conferenza stampa che avrebbe dovuto soltanto reclamizzare la Vinea tirolensis c’era anche la televisione. Nel primo servizio dell’emittente TCA in data 18 agosto Peter Dipoli parla a proposito della tematica. Bella coincidenza che in un altro filmato dello stesso canale e dello stesso giorno, Il Punto Verde, Carlo Bridi dice sostanzialmente le stesse cose. Che ci siano state critiche anche a proposito di questo purtroppo non lo so. Due altre osservazioni da parte mia, un po‘ cattive: La trasmissione almeno questa volta critica nei confronti della grande cooperazione è presentata dalla Cantina LaVis e poi avete notate la resa veramente vistosa del vigneto filmato in vendemmia? Solo un caso?

[youtube width=“320″ height=“240″]http://www.youtube.com/watch?v=30wu-OUp-l8[/youtube]Das Fernsehen war bei der Pressekonferenz in Trient, welche eigentlich nur der Bekanntmachung der Vinea tirolensis dienen hätte sollen, auch  mit dabei. Im ersten Bericht des Senders TCA vom 18. August spricht Peter Dipoli zum Thema. Bemerkenswert, dass am gleichen Tag in der auch vom TCA ausgestrahlten Sendung Il Punto Verde Carlo Bridi die gleichen Schlüsse zieht. Ob darauf auch mit Schrecken reagiert wurde, entzieht sich meiner Kenntnis. Zwei Sachen sind mir an diesem Filmbericht aufgefallen: Diese zumindest dieses Mal gegenüber dem großen Genossenschaftswesen kritische Sendung wurde von der Genossenschaft LaVis gesponsort und der sehr auffallende Ertrag der Weingärten, welche in der Sendung abgeerntet werden. Nur ein Zufall?

[youtube width=“320″ height=“240″]http://www.youtube.com/watch?v=zcKGaJ-Bp58[/youtube]Le reazioni non hanno tardato: Nel terzo filmino (19 agosto) la situazione critica ed i rimedi vengono spiegati da un socio celebre di una cantina sociale (Ermann Bona) e nel quarto (20 agosto) l’assessore all’agricoltura Tiziano Mellarini promette incentivi ai produttori che vogliono migliorare la qualità dei loro vini. A dire il vero adesso la viticoltura trentina dovrebbe applaudire il nostro vicepresidente!

[youtube width=“320″ height=“240″]http://www.youtube.com/watch?v=xgDKzg_Q0dI[/youtube]Die Reaktionen sind nicht ausgeblieben: Im dritten Filmbericht (19. August) werden die kritische Situation und deren Lösungsansätze aus dem Blickwinkel eines prominenten Genossenschaftsmitgliedes (Ermann Bona) beleuchtet. Im vierten vom 20. August verspricht der Landesrat für Landwirtschaft den Produzenten, welche die Qualität ihrer Weine verbessern wollen, finanzielle Beiträge. Spätestens jetzt müsste die Trentiner Weinwelt unserem Vizepräsidenten Applaus spenden!

7 Gedanken zu „Trentino 3: Verità amara e guai a chi la dice — Bittere Wahrheit und wehe dem, der sie ausspricht

  1. gentile signor rosa,
    grazie per i complimenti al blog.
    cercherò anche in futuro di raccontare del vino, d „all’interno del vino“.

    non posso che condividere il suo atteggiamento, soprattutto per quello che concerne le due ultime frasi.
    i sono socio convinto di diverse cooperative (per fortuna funzionanti) e ritengo il modello cooperativo molto attuale. ma come tutte le cose dipende da cosa se ne fa.

    a presto e buona lettura!

  2. Innanzitutto vorrei complimentarmi per questo bellissimo spazio web con il signor Kobler, ho iniziato un percorso a ritroso tra i post partendo proprio da questo.

    Anche io credo che il sistema delle cooperative sia da sostenere e incoraggiare, perchè il privato fa (ovviamente) i suoi interessi. Se questi coincidono con quelli del territorio e della popolazione è un bene, altrimenti se non ben amministrato un potenziale di questo genere può fare più danni che altro.

    Da un lato vedo lo sviluppo della cooperativa proprio come un avvicinamento del socio alla realtà produttiva: il sentirsene parte può far scattare un meccanismo virtuoso di miglioramento.
    D’altro canto mi rendo conto che una struttura di questo tipo può causare invece uno „scaricamento“ delle responsabilità, dato che il peso delle decisioni viene incassato da tutta una collettività e non da un singolo. In poche parole sostengo questo tipo di sviluppo, nonostante tutto positivo, ma con le dovute cautele.

  3. @ gian paolo: tutti gli sfoghi (o quasi) sono permessi nel mio blog. 😉
    devo dire però che anche le nostre cantine sociali migliori una parte del vino lo vendono in serbatoi, non imbbottigliato. è vero però anche che queste quantità sono diminuite con l’aumentare dell’immagine delle cantine.
    comunque nonostante i tristi fatti io rimango un sostenitore fermo del cooperativismo (funzionante).

  4. Peter era ieri al VinixLiven.6, tenutosi nell’azienda di Pojer e Sandri. E ha ripetuto tutta la storia. Non sarà diplomatico, ma dice le cose come stanno, e soprattutto dice quello che in Trentino, e perfino fuori dal Trentino, tutti i vignaioli pensano e sostengono (in privato). Trovo invece sorprendente che un assessore „prometta incentivi per migliorare la qualità del vino“. E‘ come promettere incentivi per fare il vino con… l’uva. La qualità del prodotto non dovrebbe essere un pre-requisito?

    L.

  5. Rileggendomi forse mi sono espresso male:quello che volevo dire è che la prerogativa delle nostre cantine sociali non è quella di fare un buon vino da vendere in bottiglia bensì l’interesse nel produrre rossisimo o vini da rivendere a grtossisti- che ti tengono per le p..le commercialmente parlando-.Ormai il mercato del rossissimo è in caduta libera e i presidenti delle nostre cooperative hanno lo stipendio garantito e i para-occhi così hanno consigliato fino a poco tempo fa l’impianto di ancellotta non capendo che ormai se ne può fare a meno.Come vedi cambia regione ma il risultato non cambia….un po‘ di anni fa avevo detto a chi di dovere di imparare dagli alto atesini ma qua la miopia è diventata una malattia veramente comune.Scusa dello sfogo.GP

  6. Parole sante quelle di Peter Dipoli,sarebbbe bello e utilissimo averlo qui da noi in provincia di Modena a dare una raddrizzata;Le cantina sociali trentine sono trenta volte meglio di quelle modenesi,pensa come siamo messi bene…qui adirittura una cantina sociale non vende vino in bottiglia ma vende a grossisti .
    Ciao Gian Paolo
    P.S. Bevuto oggi Ogeaner 2008 -comprato in una bellissima enoteca a San Candido „Karadar“-meravigliosamente grasso e allo stesso tempo bevibile,bottiglia molto pericolosa…finisce subito .Super!!!

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