Web 2.0: Steter Tropfen höhlt den Stein? — Goccia a goccia?

Geschrieben von am 15. Dezember 2011 | Abgelegt unter Internet, Öffentlichkeitsarbeit - Pubbliche relazioni, Verkauf - Vendita

Es gibt kaum eine Versammlung eines Wirtschaftsverbandes der vergangenen zwei Jahre, die sich nicht auch mit Social Media befasst hat. Dass es oft aber nur gut gemeinte Aktionen der Führung sind, um den faxgewohnten Mitgliedern vielleicht noch den Anschluss an das Web 2.0 zu ermöglichen bzw. um der Interessensvertretung selbst einen zeitgemäßen Anstrich zu verleihen, sieht man an den vornehmlich verwirrten Gesichtern der Teilnehmern.

Non c’è quasi nessuna assemblea annuale delle grandi associazioni che ultimamente non ha trattato l’argomento dei social media. Dalle facce prevalentemente sbalordite dei presenti si capiva che ciò era l’intento disperato delle direzioni di avvicinare i soci ancora innamorati dei fax al web 2.0 o un’azione per dare all’associazione un aspetto „up to date“.

Doch wie geht es den Betrieben, welche sich schon länger aktiv im Internet bewegen? Haben sich die Verwendung von Weblogs, Facebook und Twitter wirklich auf alle so segensreich ausgewirkt, wie es von den Referenten gerne plakativ dargestellt wird? Gibt es eine gesicherte Korrelation zwischen den Besucherzahlen des Blogs, der Anzahl von Followern, der „Gefällt-mir“-Klicks und den Verkauszahlen, speziell was den Weinbereich angeht? In welchem Bereich bewegt sich das Verhältnis Umsatzzuwachs zu den eingesetzten Arbeitsstunden?

Ma come stanno le aziende che già da tempo si muovono attivamente in Internet? L’utilizzo di Facebook e Twitter  o del proprio blog ha causato ripercussioni tanto benefiche come lo spiegano i relatori con parole poco modeste? Ci sono correlazioni significative tra i clic su „mi piace“, il numero di follower, i lettori del blog ed il numero di vendite, specialmente per l’ambito del vino? In quale relazione si trovano l’aumento del fatturato ed il numero di ore impiegate al computer?

Wahrscheinlich ist das Engagement im aktiven Internet, welches schlussendlich nur ein Baustein des Gesamtauftritts nach außen sein kann, in seiner Effektivität so schwer zu bewerten wie es Werbemaßnahmen sind. Letztlich auch deswegen, weil sich die Rahmenbedingungen immer schneller ändern und deshalb den Vergleich vorher/nachher anstellen immer uneindeutiger wird.

Valutare l’effetività della partecipazione alla rete, e ciò è sicuramente solo un tassello della comunicazione, probabilmente è tanto difficile quanto giudicare l’esito di campagne publicitarie. Sicuramente anche perchè le condizioni cambiano sempre più velocemente per cui un confronto tra prima e dopo risulta sempre meno univoco.

Was unseren Betrieb angeht, der seit 2008 bloggt, seit fast drei Jahren auf Facebook vertreten ist, seit kurzem auch den Mikroblogging-Dienst Twitter mit Mitteilungen füttert und in mehrere Weinforen mitdiskutiert, ist das geschätze Ergebnis, wie man heute zu sagen pflegt, durchwachsen. Die Verbreitung und somit der Bekanntheitsgrad des Betriebes im WWW ist, gemessen an seiner Flaschenanzahl und vor Augen gehalten, dass er sich den Weinführern verschließt, eigentlich beachtlich. Er schlägt sich aber im Verhältnis zu wenig auf die Verkaufszahlen nieder. Ich beobachte nämlich eine umgekehrtes Verhältnis zwischen dem Kaufpotential und der Empfänglichkeit gegenüber Web 2.0.

Per quello che concerne la nostra azienda che ha il proprio blog dal 2008, è presente su Facebook da quasi tre anni, utilizza il servizio di microblogging Twitter e discute in più forum di vini, il risultato è così così. La diffusione in Internet e di conseguenza la notorietà dell’azienda è notevole, soprattutto se si considera il fatto che vengono prodotte poche bottiglie e non si partecipa alle guide. Questo fatto positivo però non si ripercuote in modo proporzionale sulle vendite. Infatti noto un rapporto inverso tra il potenziale d’acquisto e la sensibilità nei confronti del Web 2.0.

Würdigen die Endkunden trotz oder gerade wegen des krisenbedingt immer schmäler werdenden Budgets unsere Bemühungen, sich im Netz aktiv darzustellen, ist das andere Extrem, die Wiederverkäufer und deren Vertreter, jene Kategorie, wo wirklich Mengen bewegt werden, größtenteils social-media-resistent; zumindest jene, mit der ich zu tun habe. Bei den Gastronomen ist das Verhalten sehr heterogen: vordergründig immer stark mit anderen Dingen des Betriebes beschäftigt, finden einige von ihnen doch inzwischen die Zeit, an den Nachrichten aus den Betrieben teilzuhaben. Wahrscheinlich weil sie ihren Betrieb selbst in Facebook interessant halten und mittels Holidaycheck bewertet werden, treten sie immer mehr auch mit mir als Lieferanten übers Netz in Kontakt. Sie erhalten dabei aktuelle Infos, welche sie wiederum zu unser aller Nutzen an die überdurchschnittlich weininteressierten Gäste weitergeben können.

Mentre i consumatori finali nonostante o forse proprio perchè il budget famigliare continua a decrescere apprezza i nostri sforzi di presentarci attivamente in rete, l’altro estremo, cioè i rivenditori ed i loro agenti, le persone che fanno veramente numeri, sono in gran parte resistenti di fronte ai social media. Nell’ambito dei ristoratori e degli albergatori il comportamento è molto eterogeneo: ovviamente sono occupati sempre da altre faccende che il loro esercizio comporta, ma qualcuno trova il tempo di usufruire della comunicazione da parte delle aziende vitivinicole. Probabilmente intraprendono il dialogo col produttore perché hanno loro stessi una pagina di Facebook che parla del proprio albergo e perché nel frattempo vengono valutati tramite Holidaycheck. In questo modo ottengono informazioni enoiche attuali che possono girare ai loro ospiti interessati al vino con il vantaggio per tutte le parti in gioco.

Jedenfalls sind anlässlich der letzten Vinitaly und auch bei der der ersten Präsentations- und Verkaufsveranstaltung der Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), welche letztlich in Piacenza stattgefunden hat (123, 4 und 5: Eindrücke davon) mehr als drei Viertel der Besucher zum Stand bzw. Tisch gekommen, weil sie von mir im Internet gelesen haben oder gar dort mit mir diskutiert haben. Direkter Vorteil der Social Media in Sachen Verkauf hin oder her, angesichts dieses Besucherprofils, wie traurig würden unsere Messebesuche ablaufen, wenn diese ganzen Personen fehlen würden?

Ad ogni modo allo scorso Vinitaly ed anche al primo mercato dei vini della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI) che si è svolta ultimamente a Piacenza (1234 e 5: quì se ne parla) più di tre quarti dei visitatori che si sono rivolti a noi mi conoscono attraverso Internet o hanno addirittura discusso con me in rete. Indipendentemente dal riscontro concreto sulla vendita che hanno i social media, quanto sarebbero tristi le nostre partecipazioni a fiere e presentazioni se mancassero tutte queste persone!

P.S.: Bevor es zu Missverständnissen kommt, möchte ich klarstellen, dass im Weinhandel und in der Gastronomie auch durchwegs noch ohne der aktiven Nutzung von Social Media gut gearbeitet wird. Internet darf wie alle Werkzeuge nicht zum Selbstzweck verkommen! Von mir aus verschenken aber Web-2.0-freie Profis wertvolle Chanchen.

P.S.: Prima che possano sorgere equivoci voglio precisare che nel commercio dei vini e nella ristorazione anche senza l’ausilio di interent interattivo ancora si lavora bene. Internet, come tutti gli strumenti non dovrà mai diventare fine a se stesso! Secondo me gli operatori alieni al Web 2.0 stanno però perdendo opportunità preziose.

6 Kommentare zu “Web 2.0: Steter Tropfen höhlt den Stein? — Goccia a goccia?”

  1. am 15. Dezember 2011 um 01:22 1.Filippo Ronco schrieb …

    Internet è solo un mezzo per far sapere a più gente possibile, al minor costo possibile, che esisti. Immaginati adesso in questo mercato senza aver mai messo piede in rete ad oggi potresti addirittura aver cambiato mestiere per quanto ne sappiamo, chissà.
    Io so che se sei nei negozi di molte enoteche è *anche* merito della rete perchè quando un agente (che direttamente ti procura il cliente) entra e parla di tre produttori altoatesini nuovi e sconosciuti, magari uno sceglie i tuoi vini non perché sono quelli che gli piacciono di più ma perché ti conoscono, hanno parlato con te o hanno letto di te in rete. Capita e molto più frequentemente di quanto tu possa immaginare.
    Da qualche giorno hanno attivato un servizio incredibile di google che consente di vedere le statistiche in tempo reale. Vedi proprio le persone che entrano, cosa stanno guardando e come sono arrivate, cercando quali parole chiave e ti rendi conto di quante conversioni si verificano in ogni istante grazie ad un articolo sulla rete.
    Questo tempo investito, queste parole, questi articoli, hanno una ripercussione certa sulla vita della tua azienda ma quello su cui tutti gli esperti si arrovellano è capire in quale misura.
    Io ho smesso da tempo di occuparmi di conversioni. Non se ne esce, almeno non per ora. Ho deciso di cercare soltanto di fare del mio meglio e di farlo usando la rete perché mi consente di farlo sapere al più grande numero possibile di persone al minor costo possibile.
    Le conversioni poi, sono di diverso tipo e agiscono poi spesso in modo indiretto sulle vendite. Un post che scrivi oggi o un commento lasciato oggi su un sito magari tra 6 mesi si traduce in un giornalista che sceglie di venire a visitare te piuttosto che un altro e magari tra un anno in un invito ad una nuova fiera piuttosto che un altro collega e magari tra un altro anno ancora, in maggiori vendite. So per certo per esempio che il sito e-commerce di Gabriela Mayr ha avuto ed ha conversioni da campagne pubblicitarie di VinoClic con distanza di mesi / anni. Cioè la gente entra, conosce il sito grazie all’azione fatta ma poi questa azione si trasforma in una conversione (la gente torna e compra) magari anche a distanza di tempo, anche molto tempo.
    Comunque, non è tempo buttato, questo è certo.
    Scusate per la lunghezza.
    Fil.

    Internet ist nur ein Mittel, um möglichst vielen Menschen mit den niedriegstmöglichsten Kosten zu sagen, dass Du existierst. Du kannst Dir vorstellen, dass wenn Du bei diesem Markt nicht im Netz präsent wärst, nicht sicher bist, ob Du nicht schon wieder Arbeit gewechselt hättest.
    Ich weiß, dass wenn Du in vielen Vinotheken präsent bist, dann ist das auch der Verdienst des Netzes, denn wenn ein Vertreter in ein Geschäft eintritt und von drei neuen und unbekannten Südtiroler Produzenten spricht, wirst Du von einen ausgesucht, nicht, weil ihm Deine Weine besser schmecken, sondern weil sie Dich kennen, mit Dir gesprochen haben oder im Netz von Dir gelesen haben. Das passiert öfter als Du Dir es vorstellen kannst.
    Vor einigen Tagen wurde ein unglaublicher Dienst von Google aktiviert, welche es erlaubt, die Statistiken live zu beobachten. Du siehst die Personen eintreten, was sie sich anschauen und von woher sie kommen, welche Suchbegriffe sie benutzt haben und Du bemerkst, welche Konversionen [hier die Bedeutung] sich andauerend wegen eines Artikels im Netz stattfinden.
    Diese investierte Zeit, dies Worte, diese Artikel haben einen gesicherten Einfluss auf das Leben Deines Betriebes, aber das, was alle Experten beschäftigt, ist in welchem Ausmaß dies geschieht.
    Ich habe schon vor einiger Zeit aufgehört, mich mit Konversionen zu beschäftigen. Man kann sie nicht richtig fassen, zumindest bis jetzt. Ich habe aber beschlossen, mein Bestes zu geben und dafür das Netz zu benützen, weil dieses mir erlaubt, es so viel wie möglichen Personen wissen zu lassen und dies zum günstigsten Preis.
    Die Konversionen sind zudem verschiedener Art und wirken sich häufig indirekt auf die Verkäufe aus. Einen heutiger Beitrag oder ein Kommentar, den Du heute auf einer Seite schreibst setzt sich dermaßen um, dass vielleicht in sechs Monaten ein Journalist entscheidet, Dich und nicht einen anderen zu besuchen, dass Du und nicht ein anderer zu einer Messe eingeladen wirst und vielleicht nach noch einem Jahr sich dies af die Verkäufe auswirkt. Ich kann mit Sicherheit sagen, dass die E-commerce Website von Gabriella Mayr über die Werbekampagnen mit VinoClic Konversionen nach Monaten/Jahren erhalten hat und weiterhin erhält. Das heißt, die Leute kommen herin, lernen die Seite Dank der Aktion kennen, aber diese Aktion wird in Eine Konversion verwandelt (die Leute kommen und kaufen), vielleicht erst nach einiger, manchmal auch viel Zeit.
    Jedenfalls ist es nicht weg geschmiessene Zeit, das ist sicher.
    Entschuldigt bitte die Länge.
    Fil.

  2. am 22. Dezember 2011 um 20:38 2.armin kobler schrieb …

    Grazie Filippo della tua analisi espressa con molto chiarezza. Molto interessante questo concetto di conversione, anche ritardata.
    Resta però il fatto che per avere la conversione ci vuole che le persone in gioco partecipino alla vita nel web, meglio ancora a quella di tipo 2.0. E le persone che veramente contano in senso quantitativo con rare eccezioni non lo fanno.
    Tu dirai che anche in questo caso la disintermediazione lavorerebbe a mio favore, vero?
    Comunque la domanda che il piccolo produttore come me si pone ogni giorno è quella: passare le due ore (normalmente ci impiego più di tre in media) davanti al mac a scrivere un post o sfruttare quel tempo per fare altre due visite a clienti esistenti o potenziali? Leggere e commentare i diversi blog o andare a potare per due ore? Le ore che non poto io le devo pagare.
    Domande che per te forse sono banali, ok. ma sono concrete.

    Danke Filippo für die sehr klar vorgetragene Analyse. Sehr interessant das Thema der Konversion, auch der verspäteten.
    Es bleibt aber eine Tatsache, dass die Konversion nur bei jenen Leuten stattfindet, welche auch am Leben im Netz teilnehmen, am besten in seiner 2.0-Version. Und jene Personen, die mengenmäßig wirklich wichtig sind, tun dies mit wenigen Ausnahmen nicht.
    Du wirst sagen, dass auch in diesem Fall die Ausschaltung von Zwischenhändlern mir nutzen würde, stimmt es?
    Jedenfalls ist die Frage, die sich immer wieder ein kleiner Produzent wie ich stellt: Zwei Stunden zum Schreiben eines Beitrages (ich brauche dazu im Schnitt aber mehr als drei) am Mac verbringen oder diese Zeit nutzen um zwei tatsächliche oder potentielle Kunden zusätzlich zu besuchen? Die diversen Blogs lesen und kommentieren oder zwei Stunden Reben schneiden? Die Stunden, die ich nicht draußen arbeite muss ich bezahlen.
    Das sind für Dich vielleicht banale Frage, ok. Aber es sind konkrete.

  3. am 22. Dezember 2011 um 21:21 3.Filippo Ronco schrieb …

    Ciao Armin, no le domande non sono per niente banali. La risposta che mi sento di darti – e non ho verità in tasca – è che se quelle tre ore che passi al mac sono un piacere fai bene a spenderle se sono un peso non farlo. Ma da come fai le cose a me sembra che siano anche un piacere. Il fatto di avere così tanti amici che prima non avevi penso ti renda felice ed orgoglioso.
    Alla fine, credo che nella vita oltre ai soldi che aiutano, conti anche e soprattutto l’essere felici, sereni ed amati e chi è positivo in genere attrae positività.
    Fil.

    Hallo Armin, nein, die Fragen sind gar nicht banal. Die Antwort, welche ich mich getraue Dir zu geben – und ich habe die Wahrheit nicht gepachtet – ist, dass die drei Stunden am Mac gut investiert sind, wenn es Dir gefällt. Falls sie eine Last sind, mache es nicht. Aber so wie Du die sachen machst, kommt mir vor, dass sie auch ein Vergnügen für Dich darstellen. Die Tatsache, dass Du so viel Freunde hast, welche Du vorher nicht hattest, macht Dich glücklich und stolz, denke ich.
    Schlussendlich, im Leben, über das Geld hinaus, welches hilft, zählt auch und hauptsächlich, dass man glücklich, heiter und geliebt ist und wer positiv ist, zieht zumeißt Positivität an.
    Fil.

  4. am 23. Dezember 2011 um 14:25 4.armin kobler schrieb …

    Caro Filippo, la tua risposta è una delle più azzeccate che ci possano essere.
    Infatti è vero, senza Internet non avrei mai conosciuto così tante persone interessanti, di cui una grande parte mi è diventata anche molto cara.
    e ciò è, giustamente, impossibile quantificare.

    Lieber Filippo, Deine Antwort ist eine der treffendsten, die wahrscheinlich gegeben werden konnten. Tatsächlich ist es so, dass ich ohne Internet nicht so viele interessante Personen kennen gelernt hätte, wovon viele davon auch sehr wertvoll für mich geworden sind.
    Und dies ist, richtigerweise, unmöglich zu quantifizieren.

  5. am 28. Dezember 2011 um 19:11 5.L’ALTRA FACCIA DEL VINO – DUE « osservatorio del vino schrieb …

    […] è uno dei pochissimi e forse l’unico produttore che fa vedere cosa succede dietro le quinte: ma incomincia ad avere dei dubbi anche lui, se non ho male interpretato. I due di Ziliani, questo e questo, sono bellissimi per due […]

  6. am 5. Januar 2012 um 12:05 6.LIzzy schrieb …

    „La diffusione in Internet e di conseguenza la notorietà dell’azienda è notevole, soprattutto se si considera il fatto che vengono prodotte poche bottiglie e non si partecipa alle guide“. Caro Armin, ti sei già dato la risposta da solo. Avresti mai immaginato di raggiungere questi risultati, se non ci fosse la rete? Quoto tutto quello che dice Filippo, ma aggiungo: attenzione a non voler pesare le patate con il centimetro. Cosa voglio dire? che i social media sono „social“ media, appunto. Non „selling“ media. Servono a conoscere, farsi conoscere, fidelizzare chi già ci conosce: raramente, e solo in certi casi, servono (anche) a vendere. Le vendite verranno di conseguenza, se si saprà sfruttare nella vita reale i vantaggi acquisiti in quella virtuale. Ma non devono essere l’unico chiodo fisso di un produttore. Ha ragione Filippo: se queste cose ti piacciono, continua a farle. Se non ti piacciono, smetti.
    A febbraio partirà a Verona, presso l’Università, un corso di perfezionamento sulla comunicazione e il packaging del vino: quest’anno si parlerà all’80% di web 2.0 applicato e applicabile alle piccole aziende del vino. Giampiero Nadali e io saremo tra i docenti. E proprio perchè conosciamo bene il mondo del vino e le sue esigenze, saremo molto pratici e realistici…
    😉
    L.

    „Die Verbreitung und somit der Bekanntheitsgrad des Betriebes im WWW ist, gemessen an seiner Flaschenanzahl und vor Augen gehalten, dass er sich den Weinführern verschließt, eigentlich beachtlich.“ Lieber Armin, Du hast Dir die Antwort schon gegeben. Hättest Du Dir erwartet, solche Ergebnisse zu erreichen, wenn es nicht das Netz geben würde? Ich bin mit allem einverstanden, was Filippo geschrieben hat, ergänze aber: Achtung, nicht die Erdäpfel in Zentimetern messen. Was will ich damit sagen? Dass die Social Media eben „Social“ sind. Nicht „Selling“ Media. Sie helfen uns kennenzulernen, uns bekannt zu machen, uns Bekanntschaften zu pflegen: Selten und nur in bestimmten Fällen helfen sie (auch) zu verkaufen. Die Verkäufe kommen als Folge, wenn man dazu fähig ist, im realen Leben die Vorteile, welche man im virtuellen erarbeitet hat, zu nutzen. Aber dass darf nicht der einzige Angriffspunkt eines Produzenten sein. Filippo hat recht: Wenn diese Sachen Dir gefallen, mach damit weiter. Sollten sie Dir nicht gefallen, hör auf damit.
    Mit Februar beginnt an der Universität in Verona eine Perfektionierungskurs über Kommunikation und Packaging des Weines: Heuer wird zu 80 % über Web 2.0, verwendet und verwendbar von kleinen Weinproduzenten, gesprochen werden. Giampiero Nadali und ich werden die Vortragenden sein. Und weil wir gerade die Weinwelt und deren Bedürfnisse gut kennen werden wir sehr praxisnah und realistisch sein…
    😉
    L.