Bewegende Überraschungen – Sorprese commoventi

Am 11. März haben die Schüler von Frau Francesca Negroni in Gordola, bei Locarno, im schweizerischen Kanton Tessin die Luftballons starten lassen, am 13. März habe ich einen, inzwischen fast ganz erschlafft in unserem Weingarten „Ogeaner“ gefunden. 181 km Luftlinie verbinden die beiden Orte, mit dem Auto sind es auf der laut Routenplaner kürzesten Strecke über das Veltlin 290 km und fünf Autostunden.

L’11 marzo gli scolari della signora Francesca Negroni hanno fatto partire i loro palloncini a Gordola, vicino a Locarno, nel cantone svizzero del Ticino. Il 13 marzo ho ritrovato uno di questi palloncini, ormai afflosciato nel nostro vigneto „Ogeaner“. 181 km di linea d’aria collegano i due posti, secondo il navigatore la via più breve, percorrendo la Valtellina, misura 290 km e dura in macchina cinque ore.

In der Tat bin ich eine Person, welche Glück hat, wie es auf der Hinterseite des Haikus steht, da so ein Fund doch starke Gefühle in einem weckt. Die Überraschung war aber nicht zu Ende, da die Lehrerin mir ein von den Schülern geschriebenes Büchlein, von ihnen signiert, mit der Post schicken hat lassen. Das ist pädagogisches Engagement!

In effetti sono una persona fortunata, come dice il testo sul retro dello Haiku, in quanto una scoperta di questo tipo regale emozioni forti. La sorpresa poi non era finita lì, in quanto l’insegnante mi ha spedito per posta un bellissimo libricino scritto dagli allievi con tanto di firme. Questo sì che è impegno pedagocico!

Dulcis in fundo hat sie sich einen Wein von uns übers Internet bestellt und anscheinend ihre Freude daran gehabt. Danke Frau Negroni für Ihren Einsatz und ich hoffe, wir können uns einmal in der Nähe zuprosten!

E dulcis in fundo ha comprato in Internet un nostro vino che sembra che le sia anche piaciuto. Grazie signora Negroni per il Suo impegno e spero di poter brindare un giorno insieme!

Essen aus dem Weingarten – Cibo dal vigneto

Nicht nur Wein liefert unser Weingarten sondern auch Salat. Und zwar einen, der jedes Jahr im zeitigen Frühling ganz spontan wächst, der Löwenzahn (Taraxacum officinale). Immer wieder gehen wir hinaus, „Zigori zu stechen“ und in der Zeit von ca. vier Wochen liefert er die Grundlage für verschiedene tolle Gerichte, welche Monika auf den Tisch zaubert. Mit der eintretenden Blüte wird er leider zu bitter und zu zäh, dann muss man höhere, d.h. spätere Lagen aufsuchen.

Non solo vino ma anche insalata ci forniscono i nostri vigneti. Viene sempre in modo spontaneo all’inizio della primavera, il tarassaco o dente di leone (Taraxacum officinale). Continuamente usciamo a tagliare le giovani piantine tenere in quanto per circa quattro settimane ci fornisce la base di gustosi piatti preparati da Monika. Con l’inizio della fioritura diventa troppo amaro ed anche coriaceo per cui bisogna salire in quota, nelle zone più tardive.

Ein Klassiker ist der einfache aber extrem schmackhafte Zigorisalat, mit Essig, Öl und etwas ausgelassenem Bauchspeck angerichtet. Hier in Kombination mit ein paar hart gekochte Eier.

Un classico è l’insalata di dente di leone, preparata con olio, aceto ed un po‘ di pancetta affumicata abbrustolita. Nella foto in combinazione con un paio di uova sode.

Etwas aufwendiger sind die Erdäpfelknödel mit Zigorifülle und etwas pikanter Paradeisersauce.

Più impegnativo nella preparazione sono i canederli di impasto di patate con ripieno di tarassaco e pomodorini in salsa piccantina di pomodoro.

Wenn es einmal schnell gehen muss: Leberkäse mit Zigorisalat, dieses Mal aber ohne ausgelassenem Speck, da ja schon Fleisch vorhanden ist. Dazu Gebäck unseres Margreider Dorfbäckers.

Quando c’è poco tempo per cucinare: Il polpettone con insalata di dente di leone, stavolta però senza la pancetta inquanto c’è già carne. Insieme al pane del panettiere di Magrè.

Das sind nur ein paar wenige Beispiele, was in der täglichen Hausmannskost alles mit dem Löwenzahn gemacht werden kann. Es gibt ihn auch als alternative Füllung von Teigtaschen, in den Knödeln, usw. Eine lohnenswerte Veranstaltung, wo er in allen Variationen zubereitet wird, sind u.a. immer die jährlich stattfindenden Löwenzahnwochen am Deutschnonsberg. Ich hoffe, sie können so bald als möglich wieder stattfinden.

Questi sono soltanto alcuni esempi, di come può essere utilizzata questa pianta nella cucina quotidiana. Lo si usa anche come contenuto alternativo di involtini, nei canederli allo Speck , ecc. Una manifestazione, dove lo si trova in tutte le forme di utilizzo possibili sono le annuali Settimane del Dente di Leone in Alta Val di Non. Speriamo che possano essere organizzate di nuovo al più presto.

Wir müssen in unseren Weingärten übrigens immer ein wenig suchen, um genügend Löwenzahn für den täglichen Gebrauch zu finden. Eigentlich etwas lästig aber schlussendlich doch positiv, denn viel Löwenzahn ist eigentlich kein gutes Zeichen. Wo er häufig anzutreffen ist, sind nämlich die Böden verdichtet.

Nei nostri vigneti dobbiamo sempre ricercarlo per trovarne la dose quotidiana sufficiente. Un po‘ fastidioso ma alla fine meglio così. Avere tanto tarassaco infatti non è un buon segno. È un sintomo di compattamento dei terreni.

Die Wichtigkeit des Mandelbaums – L’importanza del mandorlo

Gespannt schauen wir seit jeher auf die Blüte unseres Mandelbaums. Er zeigt immer recht genau an, wie weit der aktuelle Stand der Vegetation ist. Morgen ist Josefi, Tiroler Landespatron, und meine Eltern haben immer gesagt, dass zu ihrer Zeit das der übliche Blühtermin war. Auf Grund der wahrnehmbaren Klimaerwärmung blühte er in den letzten dreißig Jahren zumeist – natürlich nicht immer – eine Woche bis zehn Tage früher.

Da sempre guardiamo molto attenti la fioritura del nostro mandorlo. Ci indica molto bene l’attuale stato vegetativo. Domani è San Giuseppe, patrono del Tirolo, ed i miei genitori mi hanno sempre detto che ai loro tempi questa era la data consueta. A causa del riscaldamento globale ha cominciato nei trenta anni scorsi il più delle volte, con le dovute eccezioni, da una settimana a dieci giorni prima.

Die letzten Wochen waren eher kalt, deshalb der „normale“ Blühtermin. Das mag zwar die nicht landwirtschaftliche Bevölkerung wenig erfreuen, aber für uns Weinbauern ist ein nicht zu früher Frühlings- und damit Vegetationsbeginn sehr wichtig. In erster Linie, weil ein früher Austrieb wesentlich stärker spätfrostgefährdet ist. Minustemperaturen sind absolut tödlich für die grünen Pflanzenteile weswegen der komplette Jahresertrag auf dem Spiel steht. Zusätzlich ist ein später Austrieb der erste Schritt in die Richtung eines späteren Jahrgangs, wo die Trauben in einer kühleren Zeit reifen können. Davon profitieren besonders die Weißweine, weil frische Aromen erhalten bleiben und bei gleicher Reife tendenziell weniger Zucker eingelagert wird. Natürlich ist das Jahr noch lang und es kann allerhand passieren, der Vegetationsrückstand kann unter besonderen Umständen auch wieder aufgeholt werden, aber ein erster Schritt wäre gemacht. 

Le scorse settimana ha fatto piuttosto freddo, per questo la data di fioritura „normale“. Piacerà meno alla popolazione non agricola, ma per noi viticoltori un inizio non precoce del periodo vegetativo è molto importante. Prima di tutto perché un germogliamento anticipato significa un rischio maggiore di danna gelate tardive. Temperature sotto lo zero sono micidiali per le parti verdi della pianta e mettono a rischio l’intero raccolto. Oltre a questo un inizio ritardato del periodo vegetativo è un primo passo verso un’annata tardiva, che permette all’uva di maturare in un periodo già un po‘ più fresco. Di questo ne approfittano soprattutto i vini bianchi in quanto vengono conservati gli aromi freschi e a pari maturità vengono accumulati meno zuccheri. Ovviamente con l’annata siamo solo all’inizio, può succedere di tutto ed il ritardo può essere anche recuperato, ma un primo passo è stato fatto.

Der Weinhof ohne Tradition – L’azienda senza tradizione

Während andere Betriebe ob ihrer Geschichte fast in Versuchung kommen zu sagen, die Gletschermumie Ötzi sei ihr erster Kellermeister gewesen, sind wir hier vor solchen Versuchungen sicher. Trauben wurden im Betrieb seit jeher produziert, aber erst 2006 wurde der erste zur Vermarktung bestimmte Wein produziert.

Mentre altre aziende a causa della loro storia sono tentate a spacciare la mummia del Similaun, Ötzi, come il loro primo enologo, noi siamo lontani da questa seduzione. Da sempre abbiamo prodotto uve ma soltanto dal 2006 viene prodotto vino destinato alla vendita.

Aber jede Tradition muss einmal beginnen. Ein wichtiger Schritt dazu ist der Aufbau eines Weinarchivs. Wie legen von jedem Wein und Jahrgang immer ein bis zwei Kartone auf die Seite. So können wir auf Wunsch der Kunden Vertikalverkostungen anbieten und natürlich immer wieder auch selbst schauen, wie die Weine sich in der Zeit entwickeln. Einzelne Flaschen dieser älteren Jahrgänge verkaufen wir auch. Besonders Stammkunden schätzen dieses – natürlich begrenzte – Angebot. Auch auf Messen und Präsentationen weckt man Interesse, wenn man vom gleichen Wein nicht nur den aktuellen Jahrgang zeigen kann. Und wenn sich eine besondere Geschäftsbeziehung anbahnt, dann biete ich auch immer zusätzlich etwas Reiferes an; der Kunde soll wissen, dass diese Weine jung getrunken werden können, aber nicht müssen.

Comunque ogni tradizione ha il suo punto di partenza. Un primo passo è la creazione di un archivio dei vini. Da sempre abbiamo messo via uno o due cartoni di ogni annata per ogni vino. In questo modo possiamo offrire ai nostri clienti degustazioni verticali ma anche noi stessi siamo interessati a capire come evolvono i vini. Bottiglie singole sono destinate anche alla vendita. Soprattutto i clienti abituali apprezzano questa possibilità, nonostante che sia ovviamente limitata. Anche alle fiere e presentazioni di altro tipo poter presentate annate oltre a quelle attuali suscita interesse. E quando sono in trattativa con possibili clienti importanti presento a loro anche qualche annata matura; voglio che sappiano che questi vini possono ma non devono essere bevuti giovani.

Flurnamen von Margreid – Toponimi di Magrè

Schon früh habe ich mich immer wieder gefragt, woher die Namen der Fluren stammen, welche mich umgeben, was sie bedeuten und wie sie sich entwickelt haben. Als ich 1993 begonnen habe, selbst Wein zu machen und jede Lage getrennt vinifiziert wurde, hat die Mikrotoponomastik noch einmal mehr an Bedeutung gewonnen. Dabei habe ich die Namen der Weingärten so übernommen, wie ich sie immer von meinen Eltern gehört hatte. Spätestens seit dem Beginn der Diskussion in Südtirol hinsichtlich der Bezeichnung von Weinen und Lagen war es an der Zeit, sich mit dem Thema systematischer zu beschäftigen.

Da sempre mi sono posto la domanda, da dove derivino i nomi delle campagne che mi circondano, che significato e quale origine avranno. Quando nel 1993 ho cominciato a fare vino vinificando ogni vigneto singolarmente la microtoponomastica ha assunto una certa importanza. Ho sempre usato i nomi come mi sono stati trasmessi dai miei genitori.  Al più tardi quando è cominciata la discussione in Sudtirolo circa la vigna era ora di occuparsene in modo più sistematico.

Der Zufall wollte es, dass genau in dieser Zeit der Margreider Heimatpflegeverein ein Buch über die Margreider Flurnamen herausgegeben hat. Die Autoren Cäcilia Wegscheider und Cristian Kollmann haben dabei alte Urkunden gesichtet und auch ortskundige Gewährsleite befragt. Eine sehr interessante Tirolensie, welche ein wichtiges Kulturgut für uns tiefgründig aber auch auf sehr kurzweilige Art erschließt.

In ihnen spiegeln sich Siedlungs- und Wirtschaftsgeschichte wider und reflektiert sich das Alltagsleben des Dorfes. Von den Flurnamen kann man ablesen, wie sich die Gemeinde entwickelt, wie sich der landwirtschaftliche Anbau verändert, oder wie und wo ein Wasserlauf welche Art von Untergrund abgelagert hat.

Per coincidenza in quel periodo l’associazione „Heimatpflegeverein Margreid“ ha pubblicato un volume sui toponimi di Magrè. Gli autori Cäcilia Wegscheider e Cristian Kollmann hanno studiato vecchi documenti ma hanno anche intervistati persone del posto. Un libro molto importante in quanto ci avvicina in modo piacevole ed esauriente  a questo bene culturale.

Nei toponimi si rispecchia la storia degli insediamenti e dell’economia, riflettono la vita quotidiana del paese. Da toponimi si capisce come si è sviluppato il comune, come si  è trasformata l’agricoltura o come e dove un corso dell’acqua ha depositato il suo materiale.

2016 habe ich mich in das Grundbuchsamt begeben, wo sich bestätigte, dass mein Vater mir alle Namen unserer Weingärten sehr genau weitergegeben hatte. Tatsächlich fand ich im Realregister der Katastralgemeinde Margreid die Grundparzellen in unserem Eigentum und ihre Bezeichnungen. Da ich schon dort war, fotografierte ich das gesamte Verzeichnis. So kann jeder Interessierte den exakten, der einzelnen Grundparzelle zugeordneten Flurnamen Margreids ganz unkompliziert und schnell ermitteln. Man muss nur dei Nummer der Grundparzelle wissen, die Einträge sind nach diesen geordnet.

Nel 2016 mi sono recato nell’ufficio del libro fondiario. Lì mi è stato confermato che mio padre mi ha trasmesso in modo corretto il nome degli appezzamenti. Infatti ho ritrovato nel registro reale le particelle in nostro possesso ed i loro nomi. Già che ero lì ho fotografato l’intero registro del mio comune. In questo modo ogni interessato può trovare in modo veloce da casa l’esatta denominazione delle sue campagne. Gli appezzamenti sono ordinati secondo il loro numero di particella fondiaria. 

Im Weinglas: Lage, Sorte und Jahrgang – Nel bicchiere: zona, vitigno ed annata

Schon zu Hobbywein-Zeiten, also zwischen 1993 und 2005, war es mit wichtig zu sehen, wie sich die einzelnen Sorten in den dementsprechenden Lagen verhalten. Die Grundlage dafür waren die zurückhaltenden Ausbaumethoden, welche ich vom Weinkeller des Versuchszentrums Laimburg übernommen habe. Ich wollte in erster Linie wissen, was die Lagen hergaben, ob in jedem Weingarten die jeweils richtige Sorte gesetzt ist. Den bestmöglichen Wein um jeden Preis zu machen, war hingegen nie mein Ziel. In den allermeisten Fällen haben die Sorten-Lagen-Kombinationen gepasst. Nur an wenigen Orten musste nachgebessert werden: so ist der Vernatsch im Kotzner ziemlich sicher der Klimaerwärumng zum Opfer gefallen, für die kleinen Anteilen Grauen Burgunder und Chardonnay in den Weingärten Feld und Kotzner wurde es dort auch zu warm. Gerade als Weißburgunder in Südtirol eine Renaissance erfahren hat, haben wir in am Ogenaer gerodet; er hat dort wohl nie so richtig hingepasst.

Già ai tempi in cui facevo vino per hobby, cioè tra il 1993 ed il 2005, per me era importante vedere quali risultati danno i differenti vitigni nei vigneti di nostra proprietà. La base per fare queste osservazioni è stato l’approccio di un’enologia poco invasiva che ho trasferito a casa mia dal Centro Sperimentale Laimburg, allora il mio posto di lavoro. Volevo capire le potenzialità dei differenti siti e vedere quanto azzeccata o meno era la scelta dei corrispettivi vitigni. Il mio obiettivo non era mai fare il miglior vino possibile a tutti i costi. Nella maggior parte dei casi le combinazioni tra varietà e vitigno erano corrette, solo in pochi posti bisognava migliorare: la Schiava nel vigneto Kotzner è rimasta vittima molto probabilmente del riscaldamento globale, ed anche per le modeste percentuali di Pinot grigio e Chardonnay nel Feld e Kotzner è diventato troppo caldo per dare risultati soddisfacenti. Proprio quando il Pinot bianco in Sudtirolo è diventato di nuovo di moda lo abbiamo estirpato all’Ogeaner. Lì, per dire la verità, non aveva mai trovato un ambiente idoneo.

In dieses Schema einer defensiven Önologie hat auch nie die Verwendung von kleinen und/oder neuem Holz gepasst. Nicht, dass die Weine dadurch an absoluter Qualität einbüßen würden, aber die Unterschiede zwischen den Sorten und Lagen würden in jedem Fall weniger deutlich bemerkbar sein. Einzig beim Ausbau meines Cabernet Franc und Merlot Riserva habe ich bis vor kurzem über keine überzeugende Alternativen zu den Barriques verfügt. Damit die anfänglich ungenießbare Gerbstoffkomponente mit der Zeit zu dem wird, was Rotwein über die Farbe hinaus wirklich ausmacht, ist eine geringe aber konstante Sauerstoffzufurhr während des Weinausbaus notwendig. Zu diesem Zweck habe ich mir 2006 und 2007 gebrauchte Burgunderfässer, Pièces, besorgt, welche von den vorigen Besitzern 2001angekauft wurden. Dadurch kann die Reifung der Weine gewährleistet werden, ohne dass diese merkbar mit den Inhaltsstoffen des Holzes oder dessen Toastung angereichert werden. Diese Fässer sind bei mir übrigens nach fast zwanzig Jahren immer noch in Gebrauch.


L’utilizzo del legno sopratutto piccolo e nuovo era sempre in contrasto con il mio approccio di enologia cautelativa. Non perché penso che nuocerebbe alla qualità in assoluto ma perché le differenze tra zone e vitigni sarebbero sicuramente meno spiccate. Solamente per le varietà rosse Cabernet Franc e Merlot non ho trovato alternative valide alle barriques, tenendo presente sempre la mia particolare situazione. Perché la componente fenolica col tempo diventi una componente positiva del vino rosso, è indispensabile un apporto minimo ma costante di ossigeno durante la maturazione in serbatoio. A questo scopo ho acquistato nel 2006 e 2007 delle pièces borgognotte volutamente di seconda mano, comprate dai proprietari precedenti nel 2001. In queso modo veniva garanti
ta la maturazione del vino senza arricchirlo con sostanze rilasciate dal legno stesso e dalla sua tostatura. Dopo quasi vent’anni di utilizzo queste botti all’occorrenza vengono tuttora utlizzate.

Auf Grund meiner Bedürfnisse habe ich von Anfang an mit Interesse die Entwicklungen der Firma Clayver verfolgt. Schon ihr Ansatz, das Thema anzugehen, hat mir sehr gut gefallen:

We are engineers of course! we analyse problems and we face them with ideas and knowledge. We do not star-gaze; we prefer to look at microscopes and measurement instruments. We prefer making calculations rather than throwing dice. When we thought about wine, our main idea was to avoid disturbing it. We came up with a material and a container that was able to accompany wine on its natural path. We did this in the simplest way that nature offers: water, earth and fire. In order to do this well though, computers, analyses and many mistakes were necessary. We learned a lot, and we are now convinced that we can offer a practical easy to handle ceramic container, one that requires no coatings and is easy to maintain. Try it. Its simplicity will surprise you! …
Unlike terracotta, it is very tough, which makes it easier to handle. The material is waterproof and therefore no special provisions are necessary to prevent the evaporation of the liquid, such as wax, enamel or resin coating. The material is naked.

A causa dei miei bisogni ho seguito con interesse gli sviluppi della ditta Clayver. Già il loro atteggiamento nel confrontare la tematica mi è piaciuto:

Siamo tecnici certamente! i problemi li studiamo e li affrontiamo con le idee e la conoscenza.
Non scrutiamo le stelle ma piuttosto microscopi e strumenti di misura. Preferiamo fare calcoli che lanciare i dadi. Quando però abbiamo pensato al vino, l’idea che abbiamo avuto è stata solo quella di non disturbarlo. Abbiamo quindi realizzato un materiale e un contenitore in grado semplicemente di accompagnare il suo naturale cammino. Lo abbiamo fatto usando nel modo più semplice possibile quello che la natura ci mette a disposizione: acqua, terra e fuoco. Per farlo bene però servono computer, analisi e tanti errori. Abbiamo sbagliato e imparato tanto ma siamo ora convinti di poter offrire un contenitore ceramico standard, pratico, maneggevole, senza bisogno di alcun trattamento e di facile manutenzione. Provatelo. La sua essenzialità vi stupirà! …
Il materiale si presenta impermeabile ai liquidi e pertanto non sono necessari accorgimenti di alcun genere per evitare l’evaporazione del prodotto, come il rivestimento o impregnazione con cera, resine e smalti. Il materiale è pertanto nudo. La struttura microporosa intrinseca del materiale ceramico però può permettere uno scambio gassoso con l’esterno del recipiente ma solo in quantità molto limitata e su scale temporali molto lunghe. Il contenitore è quindi idoneo anche a lunghi invecchiamenti.

Bis vor ein paar Jahren war die Form der Behälter und der notwendige Umgang mit ihnen ein Hindernisgrund für mich. Seit aber die Behälter mit 400 L Inhalt angeboten werden, welche zudem aufrecht stehen können und über ein Bodenventil verfügen, sind sie auch für mich interessant geworden. Für die Ernte 2019 habe ich die ersten beiden angekauft, im letzten Herbst sind noch einmal zwei dazugekommen. Letztere sind etwas luftduchlässiger und werden auf Grund meiner ersten Erfahrung für den Ausbau des Cabernet Franc verwendet. Die älteren, etwas dichteren hingegen für den Merlot Riserva, dieser macht nämlich auch ein längere Flaschenreifung mit. Was mir bei diesem Material zudem gut gefällt ist die Tatsache, dass diese Behälter auch nach einer Rotweinbelegung auch mit weißem Most oder Wein befüllt werden können. Meinem Anspruch, dem Kunden so viel wie möglich Lage, Sorte und Jahrgang ins Glas zu bringen, bin ich jedenfalls wieder einen Schritt näher gekommen.

Fino a qualche anno fa la forma, il contenuto e la laboriosa esecuzione dei lavori di cantina furono motivi per cui non li volevo utilizzare nella mia cantina. Proponendoli da poco anche con 400 L di capienza, la possibilità di posizione eretta e con una valvola sul fondo sono diventati interessanti anche per me. Ho comprato due per la vendemmia 2019, l’autunno scorso ne ho aggiunti altri due. Quest’ultime hanno una porosità maggiore e le utilizzerò per il Cabernet Franc. Queste fanno passare un poco meno l’ossigeno e sono destinate ad ospitare il Merlot Riserva in quanto questo passa qualche anno in più in bottiglia. In più mi piace il fatto che questi contenitori possono essere utilizzati per mosti e vini bianchi anche dopo essere usati col vino rosso. In ogni caso ho fatto un ulteriore passo per proporre nel bicchiere più vigneto, varietà ed annata possibile.

Weinsteinstabilisierung? Natürlich! – Stabilizzazione tartarica? Naturalmente!


Wer kennst sie nicht, die durchsichtigen oder roten Kristalle, welche man manchmal am Flaschenboden vorfinden kann, wenn die angebrochene Flasche nicht wieder bis zum nächsten Tag in den kühlen Keller gebracht wird sondern im kalten Kühlschrank aufbewahrt wird? Es handelt sich dabei nicht um zugesetzten Zucker, der sich nicht aufgelöst hat, wie mir einmal ein wirklicher Weinexperte zu erklären versuchte, sondern um Weinstein. Beginnend mit der Verarbeitung der Trauben kommt die Weinsäure des Traubensaftes mit dem Kalium der Beerenhäute in Kontakt und reagiert zu Kaliumhydrogentartrat. Dieses Salz kann löslich, also unsichtbar sein, aber je mehr sich Alkohol im Lauf der Gärung bildet und je kälter danach der fertige Wein wird, desto mehr sinkt die Löslichkeit und desto eher fällt die Substanz als Kristalle aus. Weinstein muss nicht die einzige Ursache für Kristallbildungen im Wein sein, ist aber die häufigste.

Chi non ha mai visto i depositi trasparenti o rossi sul fondo delle bottiglie, soprattutto se dopo l’apertura non le riportiamo di nuovo nella cantina fresca ma lo affidiamo alle temperature fredde del frigorifero? Non si tratta di zucchero aggiunto, come un esperto di vino mi voleva far credere tempo fa, ma del tartrato. A cominciare con la lavorazione dell’uva l’acido tartarioco contenuto nel succo dell’acino viene a contatto con il potassio della buccia formando un sostanza di nome tartrato acido di potassio. Questo sale all’inizio è solubile per cui invisibile, ma più alcol si forma nel corso della fermentazione e più il vino si raffredda di seguito, meno solubile diventa e di più facilmente sedimenta sotto forma di cristalli. Il tartrato non è l’unica forma di precipitazioni nel vino ma la più frequente.

Für all jene, welche sich etwas besser mit Wein auskennen, ist das eigentlich kein großes Malheur. Sie wissen, das es ein, wenn überhaupt, optisches Problem ist und keinen Einfluss auf die sensorischen Eigenschaften des Produktes hat. Supermärkte, habe ich mehrmals gehört, reagieren da ganz anders. Solle es einem als Lieferant dort passieren, wird man sogleich ausgelistet. Wahrscheinlich nehmen diese großen Verkaufsstrukturen an, dass ihre Kunden das nie verstehen würden. Irgendwie auch eine Geringschätzung…

Per tutti quelli che si intendono di vino non è un problema reale. Loro sanno che, semmai, il difetto è visivo e non ha nessuna ripercussione sulle altre proprietà organolettiche. Supermercati, da quanto ho sentito io, reagiscono invece in modo molto severo. Se ti succede da fornitore in questi posti sei subito fuori. Probabilmente le grandi strutture sono convinte che i loro clienti non capiscono di cosa si tratta. da questo si potrebbe dedurre che non li considerano gran che…

Um das Problem zu lösen, gibt es grundsätzlich zwei Möglichkeiten: den Wein vor der Füllung in die Flaschen so stark abzukühlen, dass aller Weinstein schon in den Fässern ausfällt und durch Abzug bzw. Filtration vom Wein abgetrennt wird. Dafür werden in den größeren Betrieben die Weine stark heruntergekühlt und fein gemahlene Weinsteinkristalle beigemengt, welche als Kristallisationskerne wirken und den Vorgang deutlich beschleunigen. In Anbaugebieten mit verlässlicher Winterkälte wird hingegen der Wein für eine gewisse Zeit in außerhalb der Kellereigebäude aufgestellten Tanks gelagert und die dortige tiefen Temperaturen genutzt. Die grundsätzliche entgegengesetzte Möglichkeit ist jene, wo im Moment der Flaschenfüllung Metaweinsäure dazugegeben wird. Diese wirkt für ein bis zwei Jahre stabilisierend, d.h. eine allfällige Tendenz des Weines, Weinstein auszuscheiden, wird zeitlich begrenzt durch ihr aufgehalten. Metaweinsäure ist übrigens nichts anderes ein Derivat der im Wein vorkommenden Weinsäure, das durch die Wärembehandlung dieser gewonnen wird.

Per risolvere il problema esistono principalmente due metodi: togliere tutto il tartrato prima della messa in bottiglia o fare sì che non precipiti fino al momento del consumo. Nel primo caso si tratta di raffreddare talmente il vino perché il tartrato precipiti già nelle vasche togliendolo dopo attraverso opportuni travasi e/o filtrazioni. A questo scopo sopratutto nelle cantine più attrezzate la temperatura del vino viene abbassata fortemente e per accelerare il processo viene aggiunto del tartrato macinato finemente in modo da aumentare i nuclei di cristallizzazione. In zone dove la venute del freddo invernale è affidabile, è usuale avere serbatoi anche all’esterno che sfruttano le basse temperature ambientali. Il secondo metodo di stabilizzazione tartarica consiste nell’aggiunta di acido metatartarico poco prima dell’imbottigliamento. L’effetto dura da uno a due anni, cioè la durata dell’effetto è limitata. L’acido metatartarico non è nient’altro che una sostanza derivante dal trattamento termico di acido tartarico.

Beide Methoden sind verbreitet, beide haben keine Auswirkungen auf das sensorische Bild der Weine. Trotzdem – hauptsächlich aus dem Bauch heraus, rationale Gründe gibt es wie gesagt keine – habe ich mich seinerzeit entschlossen, keine Metaweinsäure zu verwenden. Mein Bekenntnis zu einer defensiven Önologie ist nämlich nicht unbedingt fachlich begründbar. So potente Kratzkühler besitze ich auch nicht, ich beimpfe auch nicht den Wein mit Kristallisationskernen. Ich nutze die einmal intensivere, einmal schwächere Kälte unserer Winternächte durch gezieltes Öffnen und Schließen der Kelleröffnungen und bringe so die Tanks ohne Umpumpen, ohne Einsatz elektrischer Energie auf natürlichem Weg (herrliches Wort!) auf relativ tiefe Temperaturen. 6 °C in wärmeren, 4 °C in kühleren Wintern. Wahrscheinlich habe ich nicht die 100 %ige Sicherheit der etablierten Methoden aber bis jetzt konnte ich Weinsteinausfall nur in einem einzigen Wein, feststellen. Und auch erst, nachdem er über Tage im Kühlschrank bei den dort üblichen 4 °C gelagert wurde. Reklamationen hatte ich diesbezüglich bis jetzt noch nie. Hinsichtlich Weinsteinausfall mach ich mir bei den 2020er Weinen nochmals weniger Sorgen als üblich: die letztlich sehr tiefen Temperaturen haben mir die Weine auf 3 °C hinuntergekühlt. Wer gerne etwas technischer haben möchte, kann hier eine kleine Publikation von mir nachlesen.

Tutti i due metodi sono diffusi, nessuno ha ripercussioni sull’aspetto organolettico del vino. Lo stesso per motivi non razionali, semmai esistessero, ho optato dall’inizio di non voler utilizzare l’acido metatartarico. Forse perché sono tendenzialmente per un’enologia cautelativa. Non possiedo le attrezzature sofisticate per il raffreddamento in continuo e non aggiungo neanche i germi di cristallizzazione. Io utilizzo il freddo più o meno intenso del periodo invernale aprendo e chiudendo in modo mirato il portone della cantina. In questo modo arrivo in modo naturale (che parola bellissima!) a temperature che vanno da 6 a 4 e meno gradi centigradi, a seconda dell’inverno. Probabilmente non avrò la sicurezza tecnologica dei due metodi spiegati sopra ma finora solo in un vino ho notato per una volta precipitazioni tartariche. E questo solo dopo essere stato in frigo per giorni alla consueta temperatura di 4 gradi. Finora non sono arrivate mai, meno male, delle contestazioni in merito. Della stabilità tartarica dei vini dell’annata 2020 mi preoccupo ancora meno: le temperature basse dei giorni passati mi hanno abbassato la temperatura dei serbatoi a 3 gradi centigradi.

Foto/Immagine 2: Weingut Wörner.

Étisa, a New Little Star is Born

Der Étisa verdankt sein Entstehen hauptsächlich zwei Gründen: Zum einen wollten wir eine zweite Weinlinie auf den Weg bringen, welche sich deutlich von der bestehenden abhebt. Nicht mehr die genaue Übereinstimmung von Lage, Sorte und Jahrgang, welche die klassischen Weine seit jeher auszeichnet und was durch deren Etiketten auch grafisch stark ausgedrückt wird, sondern ein Wein, der sehr zugänglich ist, leichtgewichtiger daherkommt, wo der unbeschwerte Trinkspass noch mehr im Vordergrund steht. Beim Genießen dieses Weines soll nicht auf eine bestimmte Lage oder Sorte Bezug genommen werden, weshalb sie auch nicht auf der Etikette genannt werden. Die Trauben dieses Jahrgangs sind zu zwei Dritteln Chardonnay und zu einem Drittel Grauer Burgunder, natürlich aus unserem Betrieb, angebaut und zu Wein gemacht mit der üblichen Sorgfalt. Wir habe sie jedoch etwas früher geerntet, mit dem Zweck, die Frische zu betonen und um einen geringeren Alkoholgehalt zu erzielen.

L’Étisa è nato principalmente per due motivi: Volevamo iniziare una seconda gamma di vini che avessero un diverso approccio della linea esistente. Non più il strettissimo legame tra vigneto, varietà e annata che caratterizza i nostri classici, espresso graficamente in modo molto diretto attraverso le etichette, ma un vino che sia di un approccio più immediato, più spensierato, dove il piacere sta ancora di più in primo piano. Gustando questo vino non si vuole richiamare una zona o un vitigno preciso, per cui indicazioni a proposito sono ommesse sull’etichetta. Le uve utilizzate in questa prima annata sono per due terzi Chardonnay ed un terzo Pinot grigio, ovviamente della nosta proprietà, coltivate con la cura consueta. Le abbiamo però vendemmiate un po’ prima delle solito per esaltare la freschezza ed avere un contenuto alcolico un po’ più basso.

Der zweite Grund besteht darin, dass wir seit einiger Zeit den an Kobler-Weinen interessierten Konsumenten ein Produkt anbieten möchten, der einen zugänglicheren Preis aufweist. Deshalb finden wir den Ausdruck Einstiegswein treffender als Basislinie. Auch weil der Étisa in seiner Zusammensetzung in der klassischen Linie kein Gegenüber vorfindet. Wir sind überzeugt, sollte der Kunde diesen Wein schätzen, dieser nach einiger Zeit auch nach den anderen greifen wird.

Il secondo motivo consiste nel desiderio di poter offrire agli interessati che si avvicinano al nostro marchio, un prodotto adi un prezzo più accessibile. Per questo il concetto di „entry-level“ (anche se è anglofono) corrisponde secondo noi pìu all’obbiettivo conseguito che parlare di „base“, anche perché è un vino che non trova corrispettivo nella linea classica. Siamo convinti che apprezzando questo prodotto il cliente col tempo si interesserà anche degli altri vini.

Étisa – mit der Betonung auf der ersten Silbe – ist die älteste deutsche Sprachform der Etsch, jenes Flusses, der historisch für die Entwicklung des Bozner Unterland sehr wichtig ist, nicht zuletzt weil wir ihm die Fruchtbarkeit des Tales verdanken. Sein Wasser ist durch die Tropfen auf dem Etikett symbolisiert.

Il nome Étisa è un’espressione linguistica locale molto antica del nome Adige, un fiume storicamente molto importante per il nostro territorio, non ultimo perché gli dobbiamo la fertilità dei nostri terreni. Le sue acque sono rappresentate dalle gocce sull’etichetta.

… unter Einhaltung der Sicherheitsbestimmungen – … nel rispetto delle regole


Der weinraum KOBLER ist wieder in vollem Umfang geöffnet! Wie schon in der Vergangenheit bieten wir ein umfassendes Programm an. Vom einfachen Probieren unserer aktuellen Weine an der Theke über Vertikalverkostungen für jene, welche das Reifepotential unserer Weine zu schätzen wissen, bis hin zu Themenabenden mit leichter oder umfassender kulinarischer Begleitung durch unsere Partnerbetriebe. Natürlich auf Wunsch vervollständigt durch die Besichtigung unserer Weingärten und des Weinkellers. Selbstverständlich alles unter Einhaltung der aktuellen Sicherheitsbestimmungen. Wie immer in einem ausgesprochenen Familienbetrieb aber nicht vergessen: bitte vorher melden.

Il weinraum KOBLER è di nuovo aperto a tutti gli effetti! Come già prima dell’inizio della crisi Covid proponiamo un programma completo. Partendo da assaggi al banco dei nostri vini attuali, passando per degustazioni verticali per chi apprezza il potenziale di maturazione dei nostri vini, a serate a tema completate da proposte gastronomiche varie offerte da aziende amiche. Tutto completato a richiesta da visite guidate dei vigneti e della cantina. Ovviamente nel rispetto delle regole attuali di igiene e di distanziamento. Siccome siamo però un’azienda molto familiare chiediamo gentilmente agli ospiti di annunciarsi.

Für jene, die es nicht schaffen – Per chi non ce la fa

Normalerweise werden wir speziell von den einheimischen Genießern, welche unsere einzigartigen Weine trinken wollen, jeden Tag regelrecht überrannt. Sogar stundenlanges Warten nehmen sie gerne in Kauf um zumindest ein Fläschchen dieser Ausnahme-produktion zu ergattern. Damit ist fürs Erste einmal, wer weiß wirklich wie lange noch, Schluss. Die Corona-Krise gemahnt uns, völlig zu Recht, möglichst zu Hause zu bleiben.

Normalmente veniamo assediati giornalmente da buongustai soprattutto nostrani, che vogliono bere a tutti i costi i nostri vini straordinari. Aspettano anche ore in fila per accaparrarsi anche solo una bottiglia della nostra produzione eccezionale. Ecco, questa opportunità al momento, e nessuno sa fino a quando, non è più esistente. La crisi dovuta al virus Corona ci obbliga giustamente a restare a casa il più possibile.

Weil aber unseren Fans der kalte Entzug nicht zuzumuten ist – unausgewogene Ernährung schadet zudem dem Immunsystem – bieten wir einen Zu-Ihnen-Nach-Haus-Lieferdienst an. Wir liefern in die ganze Region Südtirol-Trentino; von Margreid aus bis Bozen und Trient inklusive ohne Zustellkosten. Natürlich die aktuellen sanitären Übergabebedingungen respektierend. Bezahlung mittels POS-Gerät vor Ort oder Überweisung.
Unverbindliche Anfragen mittels Mail Whatsapp, Telegram (ArminKobler), oder Telefon.

Non si può pretendere che i nostri clienti affezionati vengano sottoposti alla disassuefa-zione immediata, anche perché sappiamo che una nutrizione completa rafforza il sistema immunitario. Per questo abbiamo organizzato la consegna a domicilio. Portiamo i nostri vini in tutta la regione Trentino-Alto Adige; per le consegne fino alle città di Bolzano e Trento senza alcuna spesa di spedizione. Naturalmente rispettando tutte le regole di igiene richieste al momento. Pagamento tramite bonifico o con POS alla consegna. Per informazioni non esitate a contattarci tramite telefono, WhatsApp, Telegram (ArminKobler) o mail.

Anbei eine tolle Seite, wo auch andere Produzenten mit Lieferservice angeführt sind:

Südtirol liefert

Südtirol sucht neue Wege. Südtirol hält zusammen. Und kauft auch im Internet lokal.

Südtirol hält zusammen. Seit jeher. Und in der aktuellen Situation erst recht. Wenn wir nicht mehr wie gewohnt unsere Einkäufe machen dürfen, heißt das noch lange nicht, dass wir nicht lokal einkaufen können. Es gibt eine Vielzahl von Produzenten, Händlern und Gastronomen, die uns beliefern möchten. Vielfach wissen wir es nur nicht. Mit dieser Seite haben wir eine Plattform geschaffen, die uns aufzeigt, was in Zeiten der Krise lokal und per Hauszustellung erhältlich ist.

Quì sono raccolte le proposte di tanti altri produttori del posto che consegnano a domicilio:

Südtirol liefert

Un nuovo canale per la provincia di Bolzano. Perché siamo solidali gli uni con gli altri. Per questo compriamo prodotti locali su internet.
L’unione fa la forza. Da sempre. E ora più che mai. Anche se non possiamo più fare la spesa come di consueto, ciò non significa che non possiamo più comprare prodotti locali. Ci sono tantissimi produttori, commercianti e ristoratori disposti a portarci la spesa a casa. Solo che spesso non ne siamo neanche a conoscenza. Questa pagina vuole essere una piattaforma per cercare, in tempi di crisi, prodotti locali con consegna a domicilio.