weinraum KOBLER: Die Eröffnung — L’inaugurazione

Die Bilder sind freundlicherweise von Michael Schgraffer (Margreid) und dem weinlese.it-Team zur Verfügung gestellt worden. Auf deren Seite kann auch ihr Bericht über die Eröffnung gelesen werden.

Le foto sono state messe gentilmente a disposizione da Michael Schgraffer (Magrè) ed dal team di weinlese.it. Lì si può leggere anche il loro servizio sull’inaugurazione (in lingua tedesca).

„Mit dem weinraum KOBLER erfüllen sich die Winzer Armin und Monika Kobler den Wunsch, in einem eigens dafür gebauten Raum einerseits Wein professionell zu verkosten und andererseits entspannt zu genießen. Natürlich soll der Wein auch, in einem zum Qualitätsanspruch der Winzer passenden Ambiente, verkauft werden.

Für uns ging es darum, möglichst pointiert die Philosophie, die Substanz und die Intensität der Marke Kobler, möglichst viel von dem was hinter und in den „bösen Weinen“ steckt, in Gebautes zu transferieren.

Die Architektur reagiert radikal und zeitlos auf die Aufgabe: Der Wein rückt kompromisslos in den Vordergrund. Das räumliche Konzept, die Materialität und die Farbwahl sind vollkommen auf das Thema „Wein“ fokussiert. Zeitgemäß aber abseits von kurzfristigen Trends.

Zunächst ging es darum, den Raum in den Bestand zu integrieren. Wir haben uns entschieden, eine eindeutige Zäsur vorzunehmen und den Raum sozusagen erkennbar in den Bestand zu schieben. Insgesamt präsentiert sich der Raum an sich unprätentiös, schlicht. Das klare, geradlinige, das eckige und kantige, steht im Vordergrund.

Die Hebescheibe erweitert den Raum nach außen, das außen rückt näher nach innen. Manchmal sitzt man drinnen draußen, manchmal draußen drinnen.

Das Materialkonzept folgt dem Anspruch an Natürlichkeit und Nachhaltigkeit: Die Wand- und Deckenflächen bestehen aus einem sogenannten „Marmorino“, einem eigens gemischten händisch aufgebrachten und polierten Putz aus Marmormehl und lufthärtenden Kalk. Der Bodenbelag ist ein traditionsreicher venezianischer Gussterrazzo, mit einer Marmor- Zementmischung flüssig eingebracht und nach Aushärtung in mehreren Arbeitsgängen geschliffen und poliert.

Warum Weiß? Was ist Weiß? Bei genauerer Betrachtung gibt es eine Sensibilität, Weiß zu empfinden. Wenn wir Weiß an sich wirken lassen, wirken die Umgebung, das farbige und auch die Schatten intensiver. Wir gehen davon aus, dass die Nuancen des Weins, die Farb- aber auch die Geschmacksnuancen in weißer Umgebung deutlich intensiver empfunden werden können.

Zum Lichtkonzept:

Weiß ist in der Lage warm zu wirken oder auch eine laborähnliche Situation zu erzeugen. Es eignet sich ideal für die Erzeugung atmosphärisch unterschiedlichster Dramaturgien und Abläufe. Unser Lichtkonzept fördert die Schaffung verschiedener Flairs: Mit den Neonröhren kann ein scharfes reinweißes „Labor“ erzeugt werden, wenn die Rückwand mit bewegten Bildern aus der Weinproduktion bespielt wird ist man plötzlich entweder mitten in den, zum Beispiel grünen, Rebflächen oder live bei der Produktion dabei – mit den seitlichen Röhrenlampen kann eine Kerzenlichtatmosphäre für entspanntes Genießen und angeregte Diskussionen erzeugt werden.

Lassen Sie den Raum auf sich wirken, wie Sie Wein degustieren, mit allen Sinnen!

Wir bedanken uns bei den Handwerkern für die gute Zusammenarbeit: Beim Baumeister Gortana dafür, dass die Struktur des Bestandsgebäudes keine statisch relevanten Risse bekommen hat, beim Schlosser Haitec dass die Hebescheibe reibungslos funktioniert, beim Tischler Amegg für die einwandfreie Ausführung der Theke, der Anrichte und der Türen, beim Elektroteam für den persönlichen Einsatz für das einmalige handgemachte Lichtkonzept, beim Terrazzoleger Sgarbossa aus Bassano del Grappa, beim Maler Oberlechner für die feine Handarbeit, beim Tischler Haidacher für die Lieferung der Tische mit Gasfederung und beim Installateur Christoforetti dafür, dass es im Winter warm wird.

Abschließend wünschen wir den Bauherren Armin und Monika viel Erfolg mit ihren neuen Räumen und bedanken uns für die Offenheit gegenüber unseren Ideen!“

Theodor Gallmetzer und Lukas Mayr Architekten Percha-Bozen, im Juni 2010

„Con il weinraum KOBLER i vignaioli Armin e Monika Kobler si esaudiscono il loro desiderio di possedere un luogo appositamente creato per la degustazione tecnica e per il consumo in piacevolezza. Naturalmente dovrà essere possibile che in quello spazio, sempre con le pretese qualitative del produttore, si possano anche vendere i suoi vini. Per noi si trattava di trasferire in modo mirato il più possibile della filosofia, della sostanza e dell’intensità del marchio Kobler, insomma di quello che sta dietro i „vini malvagi“, in strutture edificate. L’architettura reagisce in modo radicale e non soggetta alle tendenze a questo compito: il vino avanza al centro dell’attenzione, senza compromessi. Il concetto spaziale, la materialità e la scelta dei colori sono focalizzati sulla tematica „vino“. Conforme allo spirito del tempo ma lontano da mode passeggere. All’inizio si trattava di inserire lo spazio nell’edificio esistente. Noi abbiamo deciso di effettuare un taglio netto e di spingere in modo riconoscibile il nuovo locale nella casa esistente. Alla fine lo spazio si presenta sobrio, senza particolari pretese. Caratteristiche come schietto, conseguente e angoloso sono in primo piano. La vetrata chiudevole allarga lo spazio verso l’esterno, il „fuori“ si avvicina al „dentro“. Qualche volta si siede dentro fuori, altre volte fuori dentro. Il concetto dei materiali segue la pretesa della naturalità e della sostenibilità: le superfici delle pareti e del soffitto sono fatte di marmorino detto anche stucco veneziano, che consiste in un intonaco preparato appositamente sulla base di calce spenta e polvere di marmo ed applicato e lucidato a mano. Il pavimento è invece un terrazzo veneziano, una tecnica ricca di tradizione, dove viene applicato un miscuglio di marmo e cemento che dopo un periodo di indurimento viene lucidato a più riprese. Perchè bianco? Cos’è il bianco? Ad un esame più attento ci accorgiamo della sensibilità di provare cosa sia il bianco. Se lasciamo fare effetto il bianco di per sè, l’ambiente circostante ma anche i colori e le ombre sembrano molto più intense. Noi siamo convinti che le sfumature dei vini, dei loro colori ma anche dei loro sapori vengano percepite decisamente più intensamente in un ambiente bianco. A proposito del piano di illuminazione: Il bianco ha la possibilità di dare un effetto caldo ma anche di poter generare una situazione da laboratorio. È ideale per la creazione di dramaturgie e svolgimenti anche molto vari dal punto di vista scenografico. Il nostro progetto aiuta a creare differenti atmosfere: Con i tubi al neon si può creare un „laboratorio“ di un bianco puro e se sulla parete di fondo e vengono proiettato le immagini della produzione del vino si è in un colpo in mezzo ai vigneti verdi o in cantina. Con l’illuminazione laterale a tubi viene creata invece un ambiente da lume di candela per gustare rilassati o per discutere animatamente. Permettete che lo spazio faccia il suo effetto su di Voi, come il vino, che gustate con tutti i vostri sensi! Ringraziamo gli artigiani per la buona collaborazione: Il muratore Gortana perchè la statica dell’edificio esistente non ha subito crepe rilevanti, il fabbro Haitec perchè la vetrata chiudevole funziona senza problemi, il falegname Amegg per la realizzazione impeccabile del banco, della credenza e delle porte, l’Elektroteam per l’impegno personale nel progetto unico d’illuminazione , il posatore di terrazzo Sgarbossa di Bassano del Grappa, il pittore Oberlechner per il lavoro manuale molto fine, il falegname Haidacher per la fornitura dei tavoli con amortizzatori a gas e l’idraulico Christoforetti che garantisce che in inverno non faccia freddo. Infine auguriamo ai committenti Armin e Monika tanto successo con i loro nuovi locali e ringraziamo per la loro apertura nei confronti delle nostre nuove idee!“ Theodor Gallmetzer e Lukas Mayr architetti Percha-Bolzano,  giugno 2010 [nggallery id=42]

2 Gedanken zu „weinraum KOBLER: Die Eröffnung — L’inaugurazione

  1. Come ho anticipato con gioia ad Armin ad aprile, visitando il cantiere della sua bella e funzionale Weinraum, desidero complimentarmi anch’io con gli architetti per l’ottimo risultato raggiunto.
    Non è davvero frequente ritrovare e coordinare positivamente un mix di soggetti eccellenti (dal committente ai vari artigiani) finalizzati alla realizzazione di uno spazio multiuso solo apparentemente „semplice“ da realizzare.
    Siete stati davvero molto bravi, ma anche un po‘ fortunati, perchè credo che soggetti come Armin e Monika non si incontrino tutti i giorni.

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