Bio nein, also konventionell? — Bio no, allora convenzionale?

Geschrieben von am 28. Februar 2012 | Abgelegt unter Weingarten - Vigneto

Nicht immer, aber mit steigender Häufigkeit werde ich gefragt, ob ich meinen Weinhof biologisch oder gar biodynamisch führe. Wir praktizieren integrierten Pflanzenschutz, weshalb ich verneine, was bei so manchem Gesprächspartner zumindest am Gesichtsausdruck ersichtliche Enttäuschung hervorruft. Leider ist es anlassbedingt selten möglich oder angebracht, unsere eigene Methoden zu erklären, auch weil es so aussieht, als müsse ich mich für das Nicht-Bio entschuldigen.

Non sempre, ma sempre più spesso mi si chiede, se conduco la mia azienda in modo biologico o addirittura biodinamico. Noi pratichiamo la lotta integrata per cui la mia risposta è negativa. Ciò provoca alcune volte espressioni di delusione. Purtroppo poche volte è possibile o opportuno cominciare a spiegare la propria metodologia anche perchè potrebbe sembrare come se mi dovessi scusare per non lavorare in biologico.

Als Schüler durfte ich zu Beginn der 80er Jahre die hinreisenden Plädoyers des M. Baillod aus Changins miterleben. Es war der von ihm wesentlich propagierte Integrierte Pflanzenschutz (IOBC) der erstmals eine breit angelegte Wende im Verhältnis zwischen Landwirtschaft und Umweltschutz einleitete. Der umfassende Ansatz der Integrierten Produktion (IP), dass „alle verwendeten biologischen Methoden, Anbautechniken und chemischen Prozesse unter dem Aspekt der Schaffung eines Gleichgewichts zwischen dem Schutz der Umwelt, der Wirtschaftlichkeit und der sozialen Bedürfnisse ausgesucht werden“ (Zitat Wikipedia), hat mich von Anfang an überzeugt.

Da alunno avevo l’onore di poter seguire le esposizioni passionali di M. Baillod dell’istituto di ricerca di Changins in Svizzera. Era la Lotta Integrata (IOBC), da lui propagata con tanto ardore, che per la prima volta ha provocato una svolta determinante nel rapporto tra l’agricoltura e l’ambiente. L’approccio completo della Produzione Integrata mi ha convinto da subito, infatti  „… prevede lo sfruttamento delle risorse naturali finché sono in grado di surrogare adeguatamente i mezzi tecnici adottati nell’agricoltura convenzionale e solo il ricorso a questi ultimi quando si reputano necessari per ottimizzare il compromesso fra le esigenze ambientali e sanitarie e le esigenze economiche.“ Inoltre „In merito alle tecniche disponibili, a parità di condizioni, la scelta ricade prioritariamente su quelle di minore impatto e, in ogni modo, esclude quelle di elevato impatto.“ (citato da Wikipedia)

Was das Augenscheinlichste betrifft, die Pflanzenschutzbehandlungen, werden die Mittel so ausgesucht, dass in den besonders kritischen Peronospora-Situationen synthetische Mittel verwendet werden, während später hauptsächlich auf Kupfer zurückgegriffen wird. Das oberste Ziel ist es, die Anzahl der Behandlung zu reduzieren, ist doch mit jeder Spritzung, unabhängig vom benutzten Mittel, das Befahren der Fahrgasse und zudem ein beträchlicher Dieselverbrauch verbunden. Im Gegensatz zum Peronospora-Pilz stellt in meinen Lagen der Echte Mehltau kein großes Problem dar. Mit einem Sterolsynthesehemmer um die Blüte und dem Peronosporamittel beigemischten Schwefel haben wir bis jetzt sogar beim empfindlicheren Chardonnay nie große Probleme gehabt. Eine Botrytisbehandlung rund um den Reifebeginn hat bisher genügt, die Fäulnisgefahr signifikant zu senken.

Per quello che concerne le pratiche più appariscenti, cioè i trattamenti antiparassitari, solo nelle situazioni più critiche contro la peronospora utilizziamo prodotti di sintesi, mentre dopo si continua prevalentamente con il rame. L’obiettivo principale è quello di ridurre al massimo il numero delle applicazioni, in quanto ogni trattamento comporta l’entrata del trattore in vigneto con un conseguente consumo notevole di gasolio, indipendentemente da quale prodotto si utilizza. In contrasto alla peronospora l’odio non costituisce nei miei vigneti un grave problema. Utilizzando un inibitore di sterolo verso la fioritura ed aggiungendo zolfo ad ogni trattamento antiperonosporico neanche sullo Chardonnay, varietà abbastanza suscetibile a questa malattia crittogamica, abbiamo avuto particolari problemi finora.

Gegen tierischen Schädlinge muss seit Jahrzehnten nichts mehr unternommen werden, vor zwei Jahren wurden auch der letzte immer schon schmal gehaltene Herbizidstreifen unter den Reben begrünt, bürsten und mähen sind die seither verwendeten arbeitsaufwendigeren Methoden. Gedüngt wird selten und nur dann, wenn die Menge an hefeverwertbarem Stickstoff das Ausgären der Weine gefährdet oder das Wachstum der Reben gerade durch die Begrünung zu sehr gebremst wurde. Dabei verwende ich als Stickstoffquelle den auch für die Verfütterung an Rindviecher geeigneten Harnstoff, da dieser sehr gezielt verwendet werden kann und schnell wirkt. Kuhmist hätte in meinen Lagen keinen Sinn, sind die Humuswerte im Oberboden doch ohnehin schon auf einem hohem Niveau.

Da decenni non abbiamo dovuto intervenire contro parassiti animali, da due anni abbiamo inerbito anche il sottofilare eliminando la striscia diserbata, già allora molto stretta. Ora si toglie l’erba in eccesso con i metodi più laboriosi della spazzola e del decespugliatore. Molto raramente utilizziamo fertilizzanti e solo quando i contenuti di azoto assimilabile nel mosto sono talmente bassi da non garantire più il completamento della fermentazione o nel caso che l’inerbimento totale frena troppo la vigoria delle viti. Come fonte di azoto utilizzo l’urea, la stessa che viene aggiunta ai foraggi per i bovini, in quanto l’utilizzo è razionale ed è a pronta azione. Fertilizzanti organici come il letame nella mia realtà non avrebbe senso, soprattutto perchè i contenuti di hunus sono già abbastanza alti.

Wie man sieht, ist konventionell nicht gleich konventionell. Zwischen unreflektierten, in jedem Fall zahlreichenderen Kalenderspritzungen und einer Strategie, welche die Infektionsrisiken abwiegt, die Wettervorhersagen berücksichtigt und ein erhöhtes Ausfallrisiko einkalkuliert, tun sich große Unterschiede auf. Freilich, dieses dauernde Dehnen der Behandlungsintervalle erfordert gute Nerven und verstärkt allfällige innerbetriebliche Generationenkonflikte. Unsere Anlagen sind auch nie 100%ig „sauber“, was bei manchen Kollegen auf Unverständnis trifft. Die innerbetriebliche Entwicklung, ganz im Sinne der Intergrierten Produktion, ist aber nie abgeschlossen; wer weiß, welche Bekämpfungsstrategien in Zukunft angewandt werden. In jedem Fall werde ich auch weiterhin alles daran setzen, für die Weinbereitung möglichst gut geeignete Trauben zu produzieren, mit den geringstmöglichen Auswirkungen auf die Natur und die Gesundheit.

Come si può vedere, ci sono molteplici concetti di convenzionale. Ci sono infatti grandi differenze tra una lotta basata su interventi sommari a calendario in ogni caso più numerosi ed una strategia basata sulla valutazione dei rischi d’infezione, delle previsioni meteo e delle possibili perdite economiche. Certo, la continua tendenza di tirare gli intervalli d’intervento ha bisogno di nervi saldi ed aumenta anche i possibili conflitti generazionali all’interno dell’azienda. I nostri impianti inoltre non sono mai „puliti“ al 100 % e ciò comporta spesso incomprensione da parte di alcuni colleghi. La produzione integrata comunque implica una continua evoluzione delle metodologie, chissà che strategia adotteremo in futuro. In ogni caso continueremo a mettercela tutta per produrre uve il più idonee possibili alla vinificazione con un minimo impatto ambientale ed igienico.

Die Bilder von oben nach unten stellen dar:
Von Peronospora (Plasmopora viticola) befallene Beeren und Stielgerüst bei Merlot,
Peronospora auf Blättern von unbehandelten Reben,
Botrytis (Botrytis cinerea) bei Gewürztraminer,
Grafik der Niederschläge und der Behandlungen bei Grauem Burgunder 2011 (Das Anklicken der Bilder verursacht ihr Vergrößerung),
Link zu den IP-Richtlinen der OILB für den Weinbau.

Le immagini rappresentano partendo da sopra:
Acini e raspo di Merlot colpiti dalla peronospora
(Plasmopora viticola),
foglie di viti non trattate colpite da peronospora,
grappoli di Gewürztraminer infettato da botrite (Botrytis cinerea),
grafico delle precipitazioni e dei trattamenti eseguiti sul pinot grigio 2011 (cliccare sulle immagini provoca il loro ingradimento),
link per le linee guida di PI per la viticoltura redatte dall’OILB.

5 Kommentare zu “Bio nein, also konventionell? — Bio no, allora convenzionale?”

  1. am 28. Februar 2012 um 13:27 1.Luca Risso schrieb …

    Come sempre interessante e istruttivo!
    Luk

    Wie immer sehr interessant und lehrreich!
    Luk

  2. am 29. Februar 2012 um 16:57 2.Lizzy schrieb …

    Ottimo post. Capisco la tua difficoltà nello spiegare cosa fai in due parole: oggi biodinamico e biologico sono diventati una moda, perché chi li pratica da sempre non li ha mai davvero pubblicizzati. La prossima volta che ti chiederanno se sei biologico, rispondi che pratichi la lotta integrata.
    Chi è del mestiere capisce cosa vuoi dire: i viticoltori biologici la applicano, ma anche i „convenzionali“ più sensibili e rispettosi dell’ambiente. E ciò dovrebbe bastare!
    Chi invece non è del settore, ma ha sentito più volte queste parole („lotta“, „integrata“) dai produttori bio, si convincerà che anche tu sei uno di loro…
    😀

    Ausgezeichneter Beitrag. Ich verstehe Deine Schwierigkeit, in wenigen Worten auszudrücken, was Du tust: Heute ist biodynamisch und biologisch eine Mode geworden, weil jene, die so seit jeher arbeiten, haben nie Reklame damit gemacht. Das nächste Mal, dass sie Dich fragen, ob Du biologisch arbeitest, antwortest Du indem du sagst, du wendest den Integrierten Pflanzenschutz an.
    Wer vom Fach ist, wird verstehen, was Du sagen willst: Die biologischen Weinbauern wenden ihn an, aber auch die sensibleren und umweltschonenderen der „Konventionellen“. Und das müsste genügen! Wer hingegen nicht vom Fach ist, aber schon öfters diese Worte („Bekämpfung“, „integrierte“) von den Biobauern gehört, wir überzeugt sein, dass Du zu ihnen gehörst…
    😀

  3. am 1. März 2012 um 09:51 3.Thomas schrieb …

    Hallo Armin,
    2 Fragen hätte ich da mal.
    Wie misst Du hefeverwertbarem Stickstoff in den Trauben, und treten bei den syntetischen Spritzmitteln nach gewisser Zeit Resistenzen auf?
    Viele Grüße aus dem sonnigen Fläming

    Ciao Armin,
    avrei due domande.
    Come misuri l’azoto assimilabile nell’uva, e dopo un certo periodo si hanno delle resistenze impiegando prodotti sintetici?
    Tanti saluti dal Fläming assolato

  4. am 1. März 2012 um 16:32 4.Giorgio Todeschini schrieb …

    Condivido in particolar modo la sensazione quasi di imbarazzo (senza motivo) quando si dice: non faccio biologico.

    Ich teile mit Dir im besonderen Maße dieses Gefühl des Sich-Schämens (ohne Grund), wenn man sagt: ich arbeite nicht biologisch.

  5. am 2. März 2012 um 22:50 5.armin kobler schrieb …

    @ Thomas: Der hefeverwertbare Stickstoff (HVS) wird im Weinlabor analysiert. Früher mittels der Nynhydrin-Methode, heute enzymatisch. Falls es Dich interssieren sollte, welche Wichtigkeit dieser Wert hinsichtlich der Gärung hat, kannst Du z.B. hier nachlesen.
    Bei den synthetischen Spritzmitteln neuerer Entwicklung können Resistenzen auftreten bzw. sind es auch schon, weshalb immer abgewechselt werden muss. Ältere synthetische Mittel, wo der Wirkungsmechanismus ein einfacherer ist, sind nicht davon betroffen.

    @Thomas: L’azoto assimilabile (APA) viene analizzato in laboratorio. Prima si derteminava tra l’altro con il metodo alla ninidrina, oggi per via enzimatica. Qual’è la sua importanza circa le fermentazioni ho scritto quì per esempio, se ti dovesse interessare.
    I principi attivi sintetici di recente introduzione vanno soggetto a resistenze se non è già successo per cui è sempre importante alternare tra i prodotti. Quelli più vecchi invece con meccanismi d’azione più semplici non ne sono soggetto.