The Judgement of Paris (1): Es lebe die Blindverkostung — Evviva la degustazione alla cieca

Geschrieben von am 19. Januar 2013 | Abgelegt unter Weinbewertung — Valutazione dei Vini

Judgment-of-Paris

„Belächelnswert“ seien die Ergebnisse, sie „könnten nicht ernstgenommen werden“. Mit diesen Worten reagierte die französische Presse auf das Ereignis, nachdem sie den Ausgang nicht mehr totschweigen konnte. Es ist zweifelsohne die weltweit wichtigste Weinverkostung, welche am 24. Mai 1976 im Pariser InterContinental Hotel stattgefunden hat und als Judgement of Paris in der Weingeschichte Einzug gehalten hat. Erstmals wurde die scheinbar in Stein gemeißelte Wahrheit, das Frankreich absolut und für immer die besten Weine der Welt mache, ernsthaft in Frage gestellt.

„Ridicoli“ sono i risultati e  „non possono venir presi in seria considerazione“. Con queste parole reagiva la stampa francese all’evento, quando non riuscì più a tacere i risultati. È senza dubbio la degustazione più importante a livello mondiale, che si è svolta il 24 maggio 1976 al InterContinental Hotel di Parigi e che con il nome di Judgement of Paris è diventata parte dei libri di storia del vino. Per la prima volta si è messo in discussione l’apparentemente eterno primato francese di produttore migliore di vino al mondo.

Sei es bei den Weiß- wie auch bei den Rotweinen waren die Sieger dieses Frankreich-USA-Vergleichs jeweils kalifornische Produkte: Chateau Montelena Winery 1973 setze sich gegen Meursault Charmes Roulot 1973 bei den Chardonnays durch, Stag’s Leap Wine Cellars 1973 verwies Château Mouton-Rothschild 1970 auf den zweiten Platz (hauptsächlich Cabernets). Dabei hat der gebürtige Brite Steven Spurrier, als er diesen Vergleich organisierte, in seinen eigenen Teller gespuckt, hatte er doch in Paris ein Geschäft, das sich ausschließlich dem Verkauf von französischen Weinen widmete. Neun, mit einer Ausnahme französische Koster bewerteten, natürlich blind, jeweils zehn Weine mit Hilfe einer 20-Punkte-Skala. Wer mehr über die Kost erfahren will, kann wie immer im eigenen Wikipedia-Artikel ausführliche Informationen darüber einholen.

Sia per i vini bianchi che per quelli rossi come vincitori di questo confronto franco-statunitense sono usciti quei d’oltreoceano: Chateau Montelena Winery 1973 si è imposto nei confronti del Meursault Charmes Roulot 1973 per quanto riguardava gli Chardonnay, Stag’s Leap Wine Cellars 1973 invece ha rimandato al secondo posto Château Mouton-Rothschild 1970 nella degustazione dei vini prevalentamente Cabernet. L’organizzatore della degustazione, il britannico Steven Spurrier, ha agito inconsapevolmente contro i suoi interessi in quanto era un mercante di solo vini francesi a Parigi. Nove giudici, che con un’eccezione erano di origine francese, hanno valutato ovviamente alla cieca dieci vini per ogni tipologia. La scala di valutazione adottata era di venti punti. Chi vuole sapere di più su questo confronto può consultare l’apposito articolo su Wikipedia (purtroppo non in italiano).

Anfangs wurde Steven Spurrier von der französischen Weinwirtschaft wegen dieses Fauxpas eine gewisse Zeit zu keiner Veranstaltung mehr eingeladen. Inzwischen berichten aber auch Medien der Grand Nation viticole neutral über diese Kost (1,2). Tatsache ist, dass der Höhenflug der kalifornische Weine ab diesem Zeitpunkt so richtig begonnen hat. Und auch Frankreich, so wurde immer wieder betont, hat dieses Waterloo eigentlich gut getan. Nach Jahren des Ausruhens auf den Lorbeeren mussten die Produzenten sich um eine signifikante Qualitätssteigerung bemühen (3). George Taber, der Time-Magazine-Journalist, welche damals als Beobachter dabei war und in seiner Zeitung als erster davon berichtete, gab später darüber ein Buch heraus, filmisch wurde das Ereignis in Bottel Shock aufgearbeitet.

Inizialmente Steven Spurrier per colpa del suo faux pas non è stato più invitato dai francesi per un po‘ di tempo a manifestazioni. Oggigiorno però anche i media dell’hexagone raccontano i fatti in modo neutro (1,2). È comunque cosa certa, che da quel momento in poi i vini californiani hanno cominciato a decollare in un modo impressionante. Ed anche alla Francia questo Waterloo ha alla fine più giovato che nuociuto. Infatti dopo anni di paralisi i produttori erano di colpo costretti ad impegnarsi per migliorare in modo significativo la qualità (3). George Taber, il giornalista del Time Magazine che allora era presente come osservatore e che ne ha parlato per primo, ha pubblicato a proposito un libro, ultimamente è stato girato anche un film, Bottel Shock.

Warum ich über dieses Thema schreibe? Mich hat dieses Geschichte schon deshalb stark interessiert, weil diese Bewertung der prominente Beweis ist, wie entmystifiziernd Blindverkostungen sein können. Und zudem habe ich, nachdem ich das detaillierte Datenmaterial gesichtet habe, bemerkenswerte Parallelen zu den Ergebnissen von Weinkosten, welche von mir in den letzten Jahren durchgeführt wurden, gefunden. Diese möchte ich in den nächsten Folgen aufarbeiten und darstellen. Auf dass man in den Ergebnisse von Weinbewertungen ihren tatsächlichen Wert  erkennt, wie schon in den vorigen Artikeln zum Thema angerissen.

Perchè scrivo di ciò? Questa storia mi ha interessato parecchio, in quanto questo confronto è un dimostrazione spettacolare di quanto le degustazioni alla cieca possano sfatare. Inoltre, guardandomi i risultati di base, ho trovato diverse coincidenze con i dati conseguiti nelle degustazioni organizzate da me. Queste cose le vorrei fare vedere nelle prossime puntate. Tutto ciò con il fine che  i risultati di degustazioni vengano giudicati per quello che veramente sono. Cosa che ho già tentato di trasmettere nei precedenti post su questo tema.

[youtube]http://youtu.be/nmWrcWxJB3Y[/youtube]

3 Kommentare zu “The Judgement of Paris (1): Es lebe die Blindverkostung — Evviva la degustazione alla cieca”

  1. am 19. Januar 2013 um 19:28 1.Andrea schrieb …

    Ottima iniziativa Armin, sperando di aver assaggiato qualche vino fra quelli degustati nei tuoi panel!

    Ausgezeichnete Initiative, Armin, hoffend, dass ich einige Weine probiert habe, die Du mit Deinem Panel verkostet hast.

  2. am 6. Februar 2013 um 08:57 2.Andreas Gottlieb Hempel schrieb …

    Lieber Armin, das ist eine gute Idee! Viermal im Jahr bin ich in der Verkosterkommission für die Zeitschrift selection in Deutschland tätig. In Sechsergruppen verkosten wir blind und bewerten nach der Parkerskala zuzüglich kurzer Bewertungssätze zu jeder Probe, die in fünf flights pro Runde insgesamt rund 50 Proben ausmacht. Der Durchschnitt der Punkte aus der Bewertung aller Verkoster am Tisch ergibt dann die Bewertung für den jewiligen Wein. Wenn die einzelnen Bewertungen zu weit auseinander liegen, wird dikutiert. Kommt keine Einigung zustande, dann wird die Probe an eine Gruppe verwiesen, die zum Schluss diese „Remittentenexemplare“ nochmals verkostet. Erstaunlich, welch unterschiedliche Bewertungen sich ergeben! Der Wein bleibt doch ein Rätsel – auch bei aller Erfahrung. Und Verkostungen sollten nicht zum Kampfsport ausarten und die Freude am Genießen vergessen lassen!
    Herzliche Grüße
    Andreas

    Caro Armin, questa è una buona idea! Quattro volte all’anno sono nella comissione d’assaggio della rivista tedesca selection. In gruppi da sei degustiamo alla cieca avvalendoci della scala di Parker ed aggiungendo qualche breve annotazione. Valutiamo una cinquantina di vini ripartiti su dieci serie. La media dei singoli punteggi di queste comissioni dà alla fine il punteggio del singolo vino. Se le valutazioni sono troppo divergenti si discute. Se non si trova un accordo, il campione viene passato ad un gruppo che degusta solo questi vini „della discordia“. È veramente da meravigliarsi, quanto possono essere differenti i giudizi individuali. Il vino rimane un segreto, anche con tutta l’esperienza accumulata. E degustazioni non devono diventare competizioni che ci fanno dimenticare il gusto dell’assaggio!
    Saluti di cuore
    Andreas

  3. am 25. Mai 2016 um 07:56 3.Andrea Toselli schrieb …

    La degustazione cieca é fondamentale per aprire gli occhi e la mente di chi desidera valutare prodotti con i propri sensi e non con quelli annebbiati dal marketing.

    Die Blindverkostung ist grundlegend wichtig um die Augen und den Verstand jener zu öffnen, welche die Produkte mit den eigenen Sinnen beurteilen wollen, und nicht mit jenen, die vom Marketing geblendet sind.