Unsere Weine — I nostri vini: Merlot Riserva Klausner

Geschrieben von am 30. Juni 2016 | Abgelegt unter Keller - Cantina, Weingarten - Vigneto

merlot_riserva_klausnerMerlot, was fällt dem interessiertem Weintrinker zuerst dazu ein? Château Pétrus, Masseto oder herkunftsbefreite, standardisierte Rotweine, welche beim Diskounter um 1,50 € oder weniger angeboten werden? Tatsache ist, dass diese Rebsorte eine enorme Flexibilität hinsichtlich Menge und Güte aufweist. Aber wie immer ist es nie Verdienst oder Schuld einer Rebsorte, welche Weine sie hervorbringt, sondern die verschiedenartigen Bestreben der Menschen, welche sie anbauen und verarbeiten.

Quando il bevitore conscio sente la parola Merlot a cosa pensa? A Château Pétrus, Masseto o a vini standardizzati, totalmente privi di caratteristiche di provenienza che nei discount si trovano a 1,50 €? È un fatto che questo vitigno presenta una straordinaria flessibilità nei confronti di quantità e qualità. Ma come sempre non è mai merito o colpa di una varietà che vini dà, ma da ricercare nei differenti obiettivi che hanno le persone che la coltivano e trasformano.

Merlot gehört nicht zu den neu in Südtirol verbreiteten Sorten. Er ist schon in der  Folge der Bestrebungen Erzherzog Johanns ab 1840 oder spätestens in einer zweiten Welle um der vorletzten Jahrhundertwende, ausgehend von der Weinbauschule San Michele an der Etsch, in unser Weinbaugebiet gekommen. Daraufhin hat die Sorte eine bestimmte Verbreitung erlangt, wobei Siebeneich bei Terlan einerseits und das südliche Bozner Unterland mit Margreid und Kurtatsch andrerseits die bedeutendsten Orte darstellen. Neben einer grundsätzlichen Eignung für die Böden und das Klima ebendort war es sicher hilfreich, dass bei Merlot ohne großem Aufwand — natürlich mit qualitativen Abstrichen, aber trotzdem — auch größere Mengen produziert werden können. Andere neu eingeführte rote Rebsorten wie z.B. der Blauburgunder hat diese Ertragsstruktur nicht. Man muss sich nämlich immer vor Augen halten, dass bis vor 50 Jahren Mangelwirtschaft herrschte, die Anforderungen waren deutlich andere als heute.

Il Merlot non viene coltivato in Sudtirolo solo recentemente. È arrivato qui o a seguito dei lavori dell’arciduca Giovanni a partire del 1840 o al più tardi come frutto degli sforzi dell’Istituto di San Michele all’Adige all’inizio del 19° secolo. Dopodiché ha trovato una certa diffusione sia a Settequerce (Siebeneich) vicino a Terlano e nei paesi di Cortaccia e Magrè. Accanto ad una certa predisposizione pedologica e climatica ha aiutato sicuramente il fatto che questa varietà bordolese è anche in grado, ovviamente con rinunce qualitative, di produrre quantità considerevoli. In altre varietà introdotte a quei tempi come il Pinot nero per esempio, questa possibilità è notevolmente più limitata. Bisogna infatti tenere sempre presente che fino a 50 fa di vino ce n’era sempre troppo poco, le esigenze erano altre.

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Unser Merlot stammt aus der Lage Klausner, von wo auch einer unserer beiden Grauburgunder stammt. Der Bo­den ist sandig, et­was Lehm ist aber auch dar­un­ter ge­mischt. Er er­streckt mehr oder we­ni­ger von Os­ten nach Wes­ten und wird an die­sen bei­den Sei­ten von den bei­den Kal­te­rer Grä­ben be­grenzt. Mit sei­nen 1,5 Hektar ist er mit Ab­stand un­ser größ­ter Wein­gar­ten. 1972 wurde er ei­ner al­ten Dame aus Aich­holz ab­ge­kauft, zu der Zeit war er, so hörte ich im­mer, mit Lam­brusco-Re­ben be­pflanzt; of­fene Dop­pel­per­geln mit meh­re­ren Me­tern Ab­stand da­zwi­schen zeug­ten von der frü­he­ren Dop­pel- und Drei­fach­nut­zung: Trau­ben­pro­duk­tion und da­zwi­schen Fut­ter- bzw. Acker­bau.

Il nostro Merlot è originario dal vi­gneto Klaus­ner dove coltiviamo anche uno dei nostri Pinot grigio. l ter­reno del Klaus­ner non è co­s­ti­tuito solo di sab­bia fine ma c’è an­che un po’ di limo. Si es­tende più o meno da Est ad Ovest, e vi­ene deli­mi­tato su questi due lati dalle due Fosse di Caldaro. Con i suoi 1,5 et­tari è de­ci­sa­mente il nos­tro vi­gneto più grande. Nel 1972 è stato com­prato da un’anziana si­gnora di Ro­veré della Luna e a quell’epoca, così mi è stato sempre rac­con­tato, era im­pi­a­n­tato con Lam­brusco (a fo­glia fras­tigli­ata? En­an­tio?). Er­ano per­gole dop­pie aperte con di­versi me­tri di dis­tanza tra i fi­lari ed in questo ve­c­chi testi­moni di un uti­lizzo di­ver­si­fi­cato del vi­gneto: Pro­du­zione di uva e tra le ale fo­r­ag­gi­col­tura ed ara­tivo.

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Daraufhin hat mein Vater dort u.a. Merlot gesetzt und sich, wie es damals und bis Mitte der 80er Jahre beinahe ausnahmslos üblich war, für die Pergl als Erziehungssystem entschieden. Insbesondere auf Grund der Bodenzusammensetzung wird unser Merlot nie die Dichte und Wuchtigkeit jener aufweisen, die z.B. auf Lehmböden gewachsen sind. Natürlich, ein gezügeltes Ertragsniveau, viel Pflege und wie immer eine fortgeschrittene Traubenreife verleihen auch unserem Produkt eine bestimmte Fülle, Länge und Alterungsfähigkeit, aber wir setzen mehr auf Eleganz, Feinheit und Frucht in der Nase.

A seguito del passaggio di proprietà il mio padre ha piantato Merlot optando come sistema di allevamento la pergola semplica. Questa scelta dalle nostre parti era normale per la totalità degli impianti nuovi fino alla metà degli anni 80. Soprattutto a causa della composizione del terreno il nostro Merlot non avrà mai la potenza di uno cresciuto per esempio sull’argilla. Certo, una resa ridotta, molta cura in vigneto ed una maturazione avanzata conferiscono anche al nostro prodotto una certa pienezza e lunghezza in bocca nonché una predisposizione ad un certo invecchiamento. Comunque il suo forte è di più l’eleganza, la finezza ed il fruttato dell’aroma. 

Dementsprechend kommt auch hier eine zurückhaltende Önologie zum Einsatz: Die Maische gärt für zumeist zwei Wochen in Edelstahlfässern mit Schwimmdeckel. Zyklisches Unterstoßen, Überpumpen und manchmal ein Délestage kommen zum Einsatz. Nach Ende des vollständigen Zuckerabbaus bleibt der Wein noch zwei bis drei Wochen auf den Trestern um noch etwas strukturgebendes Tannin zu extrahieren. Nach dem Abzug von den diesen lassen wir den Jungwein zuerst in anderen Behältern aus Edelstahl, wo die Grobhefe absitzen kann. Dann kommt er in gebrauchte kleine Pièces (die burgundische Form der Barriques) wo er den biologischen Säureabbau macht und für ungefähr 18 Monate, bis zur Füllung, reift. Die Fässer habe ich zu Beginn unserer Tätigkeit, d.h. 2006 und 2007 ganz bewusst schon gebraucht erworben und bis heute nicht gewechselt. Sie sind jetzt im 15. Jahr ihrer Verwendung und machen genau das, was sie sollen: sie sind ein Behälter, wo mittels Reifevorgänge die Gerbstoffe weicher und damit angenehmer werden, und trotzdem der Wein keine Aromatisierung von außen erfährt.

Di conseguenza in cantina viene applicata un’enologia di tipo cautelativo: Il pigiadiraspato fermenta in serbatoi di inox per almeno due settimane subendo rimontaggi, follatura e anche qualche délestage. Dopo la conversione completata degli zuccheri in alcol il vino rimane ancora in contatto per altre due o tre settimane con le vinacce per permettere l’estrazione dei tannini che danno struttura al prodotto. Dopo la svinatura si fa decantare il vino giovane per due settimane in altri serbatoi perché si depositi la feccia grossolana sul fondo. Di seguito si riempono le pièce (forma borgognotta della barrique) dove oltre ad affinare per circa 18 mesi fa anche la fermentazione malolattica. Questi fusti sono stati acquistati all’inizio della nostra attività, cioè nel 2006 e nel 2007 volutamente usati e non sono mai stati cambiati finora. Adesso, che sono al loro 15° anno di utilizzo fanno esattamente quello che voglio: sono contenitori dove l’affinamento rende le sostanze polifenoliche più morbide ed avvolgenti e nello stesso tempo non conferisce al vino un’aromatizzazione dall’esterno.

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